Aldo Gioia, un cinquantatreenne di Avellino, è stato brutalmente ucciso a coltellate ieri nella sua abitazione in corso Vittorio Emanuele, dove viveva con la moglie e le sue due figlie. L’autore del gesto, intorno alle 22.45, è riuscito a entrare in casa dell’uomo e lo avrebbe colpito con sette fendenti, ferendolo così gravemente da provocargli la morte poco dopo all’ospedale Moscati di Avellino. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore di Avellino Domenico Airoma, sono impegnati a ricostruire dettagliatamente il contesto che ha portato al tragico evento, ma stando ai primi elementi raccolti il movente dell’assassinio sarebbe riconducibile al fatto che Aldo Gioia non condivideva la relazione tra una delle sue figlie e il ventitreenne G. L.
Secondo gli inquirenti a uccidere l’uomo pare che sia stato proprio quest’ultimo, fuggito e trovato insieme alla ragazza nella sua casa di Cervinara, in provincia di Avellino. Negli ultimi giorni, secondo le indagini, si sarebbero verificate diverse liti furibonde tra padre e figlia, l’ultima proprio poco prima del delitto. Prima di arrivare alle accuse e ai fermi dei due giovani sono state ascoltate a lungo la moglie della vittima e l’altra figlia, le quali però non sono riuscite a fornire elementi di grande rilevanza a causa del forte stato di choc che le ha colpite subito dopo l’accaduto. Successivamente, le forze dell’ordine si sono messe alla ricerca dei due fidanzati e li hanno individuati: ora sono in stato di fermo per omicidio volontario.


