I carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno tratto in arresto quattro persone gravemente indiziate di tentato omicidio, detenzione e porto di armi comuni da sparo, il tutto aggravato dal metodo mafioso. Il provvedimento, ordinato dalla Procura di Napoli, Direzione distrettuale antimafia, è scattato dopo un’intensa attività d’indagine condotta dal nucleo investigativo e dalla compagnia di Napoli Poggioreale, al termine della quale è stato appurato il coinvolgimento dei quattro indiziati, affiliati al clan Aprea, in un agguato tenutosi a Barra nel quale era rimasta ferita una donna completamente estranea ai fatti.
L’agguato si inserisce nell’ambito del conflitto armato per la gestione e il controllo delle attività illecite nell’area orientale della città da parte del clan Aprea, che insieme ad altri quattro gruppi criminali (De Luca Bossa, Minichini Schisa, Casella e Rinaldi) formava la cosiddetta “Alleanza di Secondigliano”, guidata dalle famiglie camorristiche dei Licciardi, Contini-Bosti e Mallardo. L’azione messa in atto dai criminali in pieno giorno, tra la folla e a volto scoperto, pare infatti che fosse finalizzata a dare dimostrazione ai clan rivali della forza militare degli Aprea, così da garantire il controllo del territorio attraverso la repressione immediata di ogni condotta che potesse metterne in discussione il loro potere. Gli indagati, nel tentativo di colpire la vittima designata che si era data alla fuga, avevano esploso colpi d’arma da fuoco ad altezza uomo, colpendo appunto la donna intenta a passeggiare con il suo compagno.


