Il diffondersi della crisi sanitaria prima in Cina e nell’estremo oriente, successivamente nei Paesi europei, proprio a partire dall’Italia, e infine negli Stati Uniti, ha imposto limiti sempre più stringenti alla circolazione delle merci e delle persone e ha prodotto un brusco freno alle attività produttive. Secondo l’Istat, nella memoria inviata al Parlamento sul decreto legge ”Cura Italia”, questa situazione determinerà uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia internazionale. La crisi economica, che seguirà come conseguenza del Coronavirus, potrebbe avere dimensioni senza precedenti. Gli istituti di ricerca ipotizzano fino ad una decrescita a due cifre e la Corte dei Conti parla di un nuovo dopoguerra.
Mario Draghi sul Financial Time ha chiesto al Governo italiano di “agire subito, senza preoccuparsi dell’aumento del debito pubblico”. Le risorse devono essere mobilitate per proteggere le imprese e i lavoratori. “In primo luogo bisogna evitare che le persone perdano il loro lavoro”, raccomanda Draghi, altrimenti “emergeremo dalla crisi con un livello di occupazione stabilmente più basso” e le famiglie faranno fatica a ritrovare un loro equilibrio finanziario.

