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Home Economia

Istat, in Campania oltre mezzo milione di lavoratori appiedati

Domenico Cacciapuoti di Domenico Cacciapuoti
28 Marzo 2020
in Economia
Fca

Il diffondersi della crisi sanitaria prima in Cina e nell’estremo oriente, successivamente nei Paesi europei, proprio a partire dall’Italia, e infine negli Stati Uniti, ha imposto limiti sempre più stringenti alla circolazione delle merci e delle persone e ha prodotto un brusco freno alle attività produttive.  Secondo l’Istat, nella memoria inviata al Parlamento sul decreto legge ”Cura Italia”, questa situazione determinerà uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia internazionale. La crisi economica, che seguirà come conseguenza del Coronavirus, potrebbe avere dimensioni senza precedenti. Gli istituti di ricerca ipotizzano fino ad una decrescita a due cifre e la Corte dei Conti parla di un nuovo dopoguerra.

Mario Draghi sul Financial Time ha chiesto al Governo italiano di “agire subito, senza preoccuparsi dell’aumento del debito pubblico”. Le risorse devono essere mobilitate per proteggere le imprese e i lavoratori. “In primo luogo bisogna evitare che le persone perdano il loro lavoro”, raccomanda Draghi, altrimenti “emergeremo dalla crisi con un livello di occupazione stabilmente più basso” e le famiglie faranno fatica a ritrovare un loro equilibrio finanziario.

L’insieme delle aziende rimaste attive oggi includono circa la metà (precisamente il 49,5%) delle quasi 4,8 milioni di unità locali censite nel 2017; ovviamente, le attività definite “sospese” comprendono la restante metà. In termini di addetti complessivi, il primo insieme pesa per quasi il 53%, contando circa 8,8 milioni di occupati, a fronte dei 7,9 che operano nelle unità produttive appartenenti a settori non attivi.

Per avere un bilancio sull’impatto complessivo del Coronavirus sull’economia, bisognerà attendere, però, almeno fino agli ultimi giorni di maggio. Fino a quella data “si avranno esclusivamente misure relative alla fase iniziale della crisi e nelle quali sarà quasi impossibile identificare/isolare l’ampiezza dell’effetto di contrazione dell’economia derivante dalla situazione che si è progressivamente aggravata”, fa sapere l’Istat a proposito delle condizioni del nostro Paese.

Attualmente, l’Istat “non dispone ancora di informazioni in grado di quantificare l’impatto delle misure di contenimento, per il brevissimo lasso di tempo intercorso dall’inizio del lockdown e per il rapido succedersi dei provvedimenti restrittivi. I primi provvedimenti – spiega l’Istat – sono stati introdotti a inizio marzo e quindi l’impatto sarà incorporato negli indicatori riferiti a tale mese, che saranno diffusi a maggio. Possibile ipotizzare che il gap di produzione/valore aggiunto si determinerà in tutta la sua ampiezza nel secondo trimestre, con tutti gli indicatori e le statistiche relative all’economia e al mercato del lavoro che ne registreranno i risultati”.

In Campania sono oltre mezzo milione i lavoratori attualmente sospesi da ogni attività economica in seguito alle misure restrittive adottate dal Governo Conte. Circa 523mila su un totale pari a 1 milione 648 mila, il che vuol dire che stanno ancora prestando la loro opera quanti sono impegnati nei servizi essenziali, che sono 1 milione 124 mila. Gli oltre mezzo milione sospesi sono dipendenti fissi. A costoro vanno sommati i 268mila a termine, gli 86mila autonomi senza dipendenti e i 120mila con dipendenti: in particolare i primi dovranno sperare se, al termine dell’emergenza, si vedranno rinnovare i contratti.

Tra i settori industriali maggiormente interessati al blocco ci sono molte aziende metalmeccaniche, quelle di fabbricazione di macchinari, di autoveicoli, e, soprattutto, pesa in Campania l’impatto del blocco dei cantieri: tra costruzioni di edifici e lavori specializzati, l’edilizia sta avendo una mazzata davvero gigantesca. Ma la maggior parte dei lavoratori che restano a casa è occupata nella ristorazione, precari, spesso a nero, che d’ora in avanti in moltissimi casi resteranno senza una fonte di reddito. Anche gli addetti al commercio al dettaglio, i lavoratori di parrucchieri e centri estetici vivono attualmente una crisi gravissima. Secondo alcuni studi di settore un quarto di questi lavoratori perderà quell’occupazione specifica, cioè circa 131mila in Campania tra quanti hanno contratti a tempo indeterminato oltre ai 268mila a termine.

 

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Tags: campaniaistat
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