Dopo le prime titubanze e lo scetticismo di fronte all’epidemia da Covid-19, l’Inghilterra ha capito finalmente l’urgenza di adottare misure di contenimento e distanziamento sociale simili a quelle italiane, anche se in estremo ritardo e con non poche complicazioni. Questa settimana, infatti, è entrato in vigore il lockdown ossia la chiusura totale di tutte quelle attività commerciali non legate alla vendita di beni di prima necessità. Hanno fatto altrettanto il giro del mondo e creato scompiglio tra gli inglesi le notizie della positività al Covid-19 di due personaggi d’eccezione del mondo politico d’Oltremanica, il principe Carlo d’Inghilterra e il primo ministro inglese Boris Johnson. E si teme anche per la salute della regina Elisabetta, attualmente in quarantena assieme alla dinastia reale nel castello di Windsor, poco distante da Londra.
Ma a preoccupare sono soprattutto le persone comuni, quelle che non riempiono quotidiani e tabloid e che continuano a fare il proprio lavoro all’estero, anche nel Regno Unito. Tra di loro, vi sono anche tanti italiani, andati via dal loro Paese poiché non valorizzati appieno e costretti dall’assenza di sbocchi a cercare altrove concrete opportunità di lavoro e carriera. Come Vincenzo Riccio, trentenne biotecnologo originario di Frattamaggiore, in provincia di Napoli, attualmente impiegato come tecnico microbiologo presso i laboratori della Premierfoods di High Wycombe, nel Buckinghamshire, a metà strada tra Londra e Oxford.
Buongiorno, Vincenzo. Come sta vivendo lei in Inghilterra l’emergenza da Covid-19?
“Personalmente sto bene e, fin dall’inizio dello scoppio dell’epidemia da Covid-19 in Italia, ho preso tutte le adeguate misure di sicurezza per evitare il contagio. All’inizio di questa epidemia, qui in Inghilterra, c’era ancora molto scetticismo al riguardo, soprattutto dopo le prime dichiarazioni del premier inglese che invitava a non preoccuparsi trattandosi di una semplice influenza stagionale. Ebbene, all’aumentare dei contagi le persone hanno poi compreso i veri rischi per la salute di questo virus, sconfessando le parole di Johnson e mandando in tilt i negozi di beni di prima necessità, proprio come successo in Italia. Al momento qui, con il lockdown in atto, c’è molta preoccupazione perché non è ben chiaro come la situazione si possa evolvere“.
Come ha accolto le dichiarazioni iniziali del premier inglese Boris Johnson?
“Mi hanno lasciato allibito per la superficialità del premier inglese di fronte alla possibilità concreta di perdere decine di migliaia di vite umane senza prendere provvedimenti per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Per me, da italiano, è inconcepibile che un Governo lasci i propri cittadini in balìa di una situazione così caotica e delicata, senza prendere adeguate misure per il contenimento dell’epidemia da Covid-19“.
E adesso che cosa ne pensa delle contromisure adottate?
“Finalmente il Governo britannico ha compreso la gravità della situazione. Nonostante le immagini e i numeri drammatici provenienti dalla Cina e dall’Italia, gran parte della società inglese non sembrava minimamente turbata da ciò che stava accadendo nel resto del mondo, quasi come se l’Inghilterra, oltre a essere fuori dall’Europa, fosse anche fuori dal mondo. In giro c’era davvero molto scetticismo e si minimizzava tutto. Qualche giorno prima della decisione del lockdown mi trovavo nella City di Londra. La tube, la metropolitana londinese, era strapiena come sempre. Fortunatamente, quel giorno decisi di camminare a piedi evitando così ogni contatto. Con l’adozione di misure di distanziamento sociale, confrontandomi con i miei colleghi e i miei coinquilini, ho capito che, finalmente, il messaggio è arrivato forte e chiaro alla popolazione e lo noto anche affacciandomi alla finestra, con strade vuote e deserte“.
A oggi in Gran Bretagna si contano 20mila contagi e oltre 1.200 decessi da Covid-19. Questi numeri la preoccupano?
“Sicuramente sono molto preoccupato. Inoltre, numeri alla mano, mi rendo conto che siamo solo all’inizio del contagio qui nel Regno Unito, quindi questi numeri sono destinati ad aumentare. Spero, inoltre, che le ultime misure emergenziali adottate dal Governo siano in grado di arginare la situazione riducendo drasticamente il numero di morti e di contagi. Sebbene il National health system inglese sia uno tra i migliori sistemi sanitari al mondo la preoccupazione è che le strutture vadano sotto stress causa dell’aumento esponenziale dei ricoveri“.