Torna in presenza, dopo due anni di stop per il perdurare dell’emergenza Covid, la cerimonia di consegna dei David di Donatello. E lo fa portando il cinema Italiano dopo vent’anni di assenza negli iconici Studi di Cinecittà. Sul red carpet, lungo 150 metri, i candidati, i registi, gli attori, i produttori e i grandi professionisti, che rendono i film italiani protagonisti a livello globale, attraversano i viali, i teatri, il celebrato set dell’Antica Roma creato per la serie inglese ‘Rome’ anni fa e ormai attrazione principale di Cinecittà.
La 67esima edizione dell’Oscar italiano ha visto ancora una volta alla conduzione Carlo Conti, affiancato dal personaggio rivelazione, Drusilla Foer, nella serata trasmessa in diretta su Rai 1. Nel corso della serata, la giuria dell’Accademia del Cinema italiano ha assegnato i venti premi, uno per ciascuna delle categorie in gara.
Nell’iconico luogo di Cinecittà vince Paolo Sorrentino che, con il suo film più personale e più sofferto, quello in cui racconta la tragica morte dei genitori. È stata la mano di Dio ha vinto come miglior film, miglior regia ma anche il David per la migliore attrice non protagonista, Teresa Saponangelo, la miglior fotografia e il David giovani a cui il regista teneva tanto: cinque statuette in tutto. Il miglior non protagonista è Eduardo Scarpetta per “Qui rido io”.
Il film di Gabriele Mainetti, “Freaks out”, vince 6 David, come Miglior Produzione, fotografia (ex aequo con È stata la mano di Dio), scenografia, acconciature, effetti speciali VFX e trucco. Sorpresa per la 18enne Swamy Rotolo, David come Miglior attrice, per il ruolo di protagonista in A Chiara di Jonas Carpignano. Mentre Ennio, il documentario di Giuseppe Tornatore su Morricone va oltre la vittoria come Miglior Documentario aggiungendo nel carrello dei David 2022 il Miglior Suono e nientemeno che il Miglior Montaggio.