Con il persistere dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 in tutto il Paese, una delle situazioni più critiche che, pur avendo una lunga storia alle spalle, si ripropongono nel dibattito pubblico più di frequente, è sicuramente la questione legata allo stato delle carceri italiane, dove il sovraffollamento delle celle e la mancanza di servizi rischiano di diventare un habitat ideale per il diffondersi del Coronavirus. A stigmatizzare tale situazione è Giuseppe Maria Meloni, portavoce di Piazza delle carceri e della sicurezza del cittadino.
“Sulle carceri, non è una situazione di oggi, ma è una situazione storica – ha affermato in una nota diramata agli organi di stampa – quella per cui vi è un continuo oscillare tra atteggiamenti di estremo rigore, in cui sembra che dalle carceri non debba uscire proprio nessuno, nemmeno l’aria, e poi, dopo pochi anni, al manifestarsi di pesanti criticità, atteggiamenti, invece, improntati a pietà straordinaria, che provocano l’uscita dai penitenziari di moltissime persone. Questo attuale, è il momento della criticità e dovrebbe essere, quindi, il momento della pietà”, ha continuato Meloni, che ha invitato le istituzioni a elaborare soluzioni a lungo termine, cercando di migliorare le condizioni di vita dei ristretti all’interno delle case circondariali anziché ponderare la possibilità di un indulto. “Sfruttiamo questo momento, non per svuotare le celle, ma per renderle più umane, sfruttiamo questo momento per fare del carcere un centro di istruzione, di formazione, di sport e di lavoro, capace di realizzare effettivamente la finalità rieducativa della pena”.

