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Home Cronaca

Carceri, Giuseppe Meloni: “Non svuotiamo le celle, rendiamole umane”

Giuseppe Scuotri di Giuseppe Scuotri
30 Marzo 2020
in Cronaca, Società
criminalità

Con il persistere dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 in tutto il Paese, una delle situazioni più critiche che, pur avendo una lunga storia alle spalle, si ripropongono nel dibattito pubblico più di frequente, è sicuramente la questione legata allo stato delle carceri italiane, dove il sovraffollamento delle celle e la mancanza di servizi rischiano di diventare un habitat ideale per il diffondersi del Coronavirus. A stigmatizzare tale situazione è Giuseppe Maria Meloni, portavoce di Piazza delle carceri e della sicurezza del cittadino.

“Sulle carceri, non è una situazione di oggi, ma è una situazione storica – ha affermato in una nota diramata agli organi di stampa – quella per cui vi è un continuo oscillare tra atteggiamenti di estremo rigore, in cui sembra che dalle carceri non debba uscire proprio nessuno, nemmeno l’aria, e poi, dopo pochi anni, al manifestarsi di pesanti criticità, atteggiamenti, invece, improntati a pietà straordinaria, che provocano l’uscita dai penitenziari di moltissime persone. Questo attuale, è il momento della criticità e dovrebbe essere, quindi, il momento della pietà”, ha continuato Meloni, che ha invitato le istituzioni a elaborare soluzioni a lungo termine, cercando di migliorare le condizioni di vita dei ristretti all’interno delle case circondariali anziché ponderare la possibilità di un indulto. “Sfruttiamo questo momento, non per svuotare le celle, ma per renderle più umane, sfruttiamo questo momento per fare del carcere un centro di istruzione, di formazione, di sport e di lavoro, capace di realizzare effettivamente la finalità rieducativa della pena”.

Il portavoce di Piazza delle carceri ha inoltre sottolineato che una strategia del genere richiederebbe, per forza di cose, un coordinamento delle attività comune a tutti penitenziari della penisola, con percorsi  accessibili a tutti i detenuti, che sarebbero liberi così di scegliere autonomamente di cosa desiderino occuparsi durante il periodo della loro detenzione. “Potrebbe trattarsi di approfondire l’istruzione, così come potrebbe trattarsi di svolgere delle attività lavorative manuali o intellettuali”.

Altro punto importante è la cura delle celle, una delle maggiori pecche del sistema carcerario italiano. “Facciamo in modo che le celle e gli ambienti penitenziari si presentino perlomeno in condizioni di adeguata pulizia, facciamo in modo che i letti dei detenuti siano in buone condizioni. Facciamo in modo che il riscaldamento e l’acqua calda non manchino mai, facciamo in modo che ci sia sempre una pronta assistenza sanitaria”, ha detto Meloni, che ha concluso la propria dichiarazione invitando a rimodulare il sistema delle visite ai detenuti.

“Quando i colloqui saranno di nuovo consentiti, rendiamo permanente, con le dovute precauzioni, la possibilità di avvicinare i detenuti ai propri familiari attraverso telefoni ed altre nuove tecnologie. Sempre a titolo meramente esemplificativo, in prospettiva, consentiamo e favoriamo il più possibile gli incontri anche tra i detenuti e i loro rispettivi animali.”

 

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