I cani sorridono davvero? Uno nuovo studio rivela la realtà
Un recente studio ha visto protagonisti proprio gli amici a quattro zampe ed è stato condotto dall’Unità di Etologia del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa
I cani sono per molti compagni di vita più che animali domestici, in grado di migliorare con la loro presenza anche le giornate più tristi e di donare persino “sorrisi”. Un recente studio ha visto protagonisti proprio gli amici a quattro zampe ed è stato condotto dall’Unità di Etologia del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa con il contributo della dottoranda Veronica Maglieri, di Fosca Mastrandrea studentessa magistrale del corso in “Conservazione ed Evoluzione” e di Anna Zanoli Dottoressa di Ricerca all’Università di Torino e collaboratrice del team pisano. I risultati una volta ottenuti sono stati pubblicati sulle riviste Current Zoology e Animal Behaviour, divenendo di dominio pubblico.
Ad attirare l’attenzione del gruppo di ricerca sono stati in particolare due atteggiamenti dei cani ovvero “il sorriso” e “l’inchino” ed è per questo che hanno deciso di comprenderne il significato concentrandosi, nello specifico, sulla razza Cane lupo cecoslovacco, fra le più vicine al lupo.
Il cane è stato ripreso per ben 15 ore, nel corso delle quali sono stati catturati 822 “sorrisi” o “facce da gioco” e 76 “inchini”, analizzati poi in maniera più dettagliata e giungendo ad una conclusione: i cani si inchinano per invogliare al gioco e “sorridono” per dare rassicurazione nel caso si verifichino azioni possibilmente ambigue come ad esempio morsi o spinte.
Pertanto il “sorriso” o “faccia da gioco” consiste in una tipica espressione facciale che vede l’apertura rilassata della bocca quasi ad imitare proprio il sorriso umano non solo nei modi ma anche nello scopo. Mentre l’inchino non è altro che una postura che coinvolge l’intero corpo e che il cane effettua nel momento in cui nota una perdita di coinvolgimento al gioco o a qualsiasi altra situazione da parte del compagno che riconosce ad esempio attraverso un rallentamento nelle risposte. La posa vuole quindi essere un richiamo all’attenzione, un modo per quasi intenerire il partner di giochi affinché innalzi nuovamente la sua soglia di attenzione.
Attraverso queste dettagliate e ravvicinate osservazioni si sta cercando di comprendere sempre più finemente il comportamento dei cani, il loro modo di comunicare ed i motivi che hanno determinato uno sviluppo evolutivo tale da renderli sempre più “umani”.
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