
di Rosanna Marino*

di Rosanna Marino*
Lo stato d’emergenza che l’Italia sta vivendo da oltre un mese, dovuto alla diffusione del Covid-19, sta generando mutamenti significativi nella vita quotidiana di milioni di persone. Da un punto di vista sociale, ciò che colpisce di più è la nuova condizione di isolamento che bambini, ragazzi, giovani, adulti e anziani stanno sperimentando, più o meno consapevolmente, a partire dall’entrata in vigore delle nuove regole che impongono la distanza sociale e il divieto di assembramenti in luoghi pubblici.
Con l’estensione della quarantena all’intero territorio nazionale (Dpcm 9 marzo 2020), infatti, gli italiani hanno progressivamente fatto proprio il motto #iorestoacasa e, pur incontrando numerose difficoltà nello svolgere le normali attività quotidiane, stanno combattendo una silenziosa battaglia per il contenimento e il contrasto della pandemia.
L’emergenza in atto sta inevitabilmente ridefinendo le abitudini di vita quotidiana, le regole sociali, i confini spazio-temporali e il significato stesso della prossimità e della relazione, in una situazione in cui l’emotività è molto forte e la paura, più o meno addomesticata, è certamente tra i sentimenti dominanti. Ma allo stesso tempo, stanno emergendo nuove pratiche individuali e collettive che vanno nella direzione della resilienza e della capacità di elaborare risposte sociali per far fronte alla crisi in corso.
Si pensi ai flash mob sui balconi, alle raccolte fondi, alle campagne di sensibilizzazione e di solidarietà di musicisti, personaggi dello spettacolo e influencer, solo per citare alcuni esempi. L’impatto dell’emergenza Coronavirus si è reso ben visibile, inoltre, sull’uso dei media digitali e della Rete. Piattaforme di e-learning, strumenti per lo smart working, social media e la galassia di applicazioni di Internet, pur essendo ormai parte della quotidianità di molti, hanno assunto un significato completamente diverso durante questo periodo, diventando indispensabili per fare la spesa online, per informarsi sull’andamento dei contagi, per supportare le relazioni sociali a distanza, per le attività didattiche e lavorative o per usufruire dei servizi online.
Contemporaneamente, il divario digitale esistente tra i diversi segmenti della popolazione si è palesato con grande forza. Allo scopo di rilevare i mutamenti in corso e i comportamenti individuali e collettivi degli italiani in questo significativo periodo, l’Osservatorio Territoriale Giovani (OTG) del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, coordinato dal professore Lello Savonardo, ha avviato un’indagine nazionale, aperta a tutte le fasce d’età, volta a fotografare le trasformazioni delle abitudini di vita riferite al mondo del lavoro, dell’informazione, alla sfera privata e a quella relazionale, con un focus specifico sull’uso del tempo, della rete e dei media digitali.
La ricerca, dal titolo Abitudini, relazioni e lavoro ai tempi del Covid-19, è coordinata dalla dottoressa Annalisa Buffardi, componente del comitato scientifico dell’OTG della Federico II, che spiega le ragioni dello studio: “L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo in questo periodo sta ribaltando abitudini quotidiane e regole sociali. Stiamo sperimentando, in Italia e non solo, un anomalo modello di organizzazione delle nostre vite che coinvolge le nostre relazioni con gli altri e il nostro rapporto con le principali istituzioni sociali e culturali. Nei diversi ambiti, dalla formazione al lavoro, all’economia, allo sport, alla religione, il cambiamento che viviamo in questi giorni travolge le rassicuranti routine quotidiane, sostituendo il “senso comune” con il senso dell’emergenza. In questo momento, e proprio nel periodo in cui sperimentiamo nuove abitudini per rispondere alle nuove esigenze, l’indagine dell’Osservatorio Giovani intende rilevare stati d’animo e percezioni, speranze e prospettive, comportamenti individuali e collettivi in relazione all’uso del tempo e delle tecnologie, con particolare riferimento all’ambito relazionale, informativo e del lavoro”.
La ricerca della Federico II ha l’obiettivo prioritario di contribuire allo studio e alla conoscenza degli effetti sociali dell’emergenza Covid-19 ed è aperta alla partecipazione di tutti. L’invito ai lettori è di prendervi parte, compilando il questionario disponibile al seguente link: https://bit.ly/3dGqWjc.
*Sociologa, ricercatrice dell’Osservatorio Territoriale Giovani (Dipartimento di Scienze Sociali-Università degli Studi di Napoli Federico II)
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