Il cibo più amato dagli italiani ha una giornata tutta sua: data scelta in onore del produttore Joseph Fry che il 7 luglio 1847 creò il primo cioccolato in barrette. Nonostante i primi ritrovamenti di cacao risalgono al 600 d.C. in Sudamerica, fu solo il 30 luglio del 1502 che Cristoforo Colombo scoprì le fave di cacao offerte dagli Aztechi.
Il cioccolato viene definito l’alimento comfort per eccellenza, quello in cui ci rifugiamo per conforto e felicità: durante il periodo del lockdown gli acquisti sono aumentati di quasi il 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le vendite confermano quello che già si sa da sempre, ovvero la passione degli italiani per questo alimento e la lunga tradizione nella trasformazione artigianale e industriale di questo prodotti: sono italiani i marchi storici riconosciuti in tutto il mondo.
Il cioccolato vanta un mercato che vale 2,5 miliardi di euro. Per quanto riguarda i gusti gli italiani preferiscono il fondente, in cima agli acquisti con oltre il 40% delle preferenze, seguito da quello al latte. Cioccolato bianco e barretta perdono qualche posizione.
Sono preferite soprattutto le tipologie di cioccolato che rimandano ai sapori tradizionali, ma c’è spazio anche per l’innovazione, come nel caso di prodotti aromatizzati al peperoncino, all’arancia, al rum, alla menta o, nelle versioni al sale dell’Himalaya, passando dal vegan e dal biologico e naturalmente a quello senza glutine.
La Giornata Mondiale del Cioccolato cade in uno dei periodi più caldi dell’anno per cui è bene sottolineare quale sia il miglior metodo di conservazione per preservarne il gusto: va tenuto in un luogo asciutto, al riparo dalla luce (ecco spiegata in molti casi la copertura in carta stagnola) e ad una temperatura non inferiore ai 12 gradi e non superiore ai 18 gradi. Qualora di osservasse una patina biancastra, magari a seguito di una conservazione non ottimale, non c’è da preoccuparsi in quanto non si tratta di altro che una della cristallizzazione del burro di cacao.