Le stime Svimez sono devastanti per il Sud e la Campania in particolare. L’epidemia del Coronavirus rischia di stroncare l’economia del Mezzogiorno, già debellata dalla crisi pre-virus dalla quale non è riuscita a rialzarsi. Secondo l’associazione, le imprese meridionali rischiano quattro volte in più, rispetto a quelle settentrionali, di uscire definitivamente dal mercato. Un concetto confermato dalle cifre snocciolate da Svimez, che partono da quanto costa al Paese un mese di lockdown: 47 miliardi. Di questi 10 toccano al Sud e, andando ancora di più nel particolare, alla Campania 2 miliardi e 800 milioni. Ciò significa che pro-capite ognuno di noi paga, nella media italiana, 788 euro al mese, con 951 euro di media al Centro-Nord e 473 al Sud. La media della Campania è di 483 euro pro-capite. Le cose vanno peggio se parliamo di autonomi e partite Iva. La chiusura fa perdere ai campani 324 milioni, cioè 1.834 euro pro-capite.
Secondo Svimez, prevedendo una ripresa delle attività nella seconda parte dell’anno, il Pil nel 2020 sarebbe del -7,9% nel Mezzogiorno. Tenendo conto anche del sommerso, sono interessati dal lockdown il 34,3% degli occupati dipendenti e il 41,5% degli indipendenti. Non lavorano circa 2 milioni e mezzo di lavoratori indipendenti: oltre 1 milione e 200mila al Nord, oltre 500mila al Centro, quasi 800mila nel Mezzogiorno di cui 206mila campani. La stima dello Svimez sul fatturato è un meno 25 miliardi in Italia, de quali: 12 al Nord, 5 al Centro e 8 nel Sud.

