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Home Società

Editoriale / Un 25 aprile sospeso tra memoria e desiderio di liberazione in un mondo nuovo

Ignazio Riccio di Ignazio Riccio
25 Aprile 2020
in Società
aprile

aprile

Un 25 aprile surreale, come surreale è la vita che stiamo conducendo dall’inizio di marzo. Sono saltati gli schemi già da un po’, ma quando ci svegliamo e quel giorno non è come tutti gli altri, perché si festeggia un evento storico o una ricorrenza tradizionale, ci rendiamo maggiormente conto della realtà che si è venuta a creare. È successo a Pasqua, succede oggi e, sicuramente, succederà il primo maggio.

Il 25 aprile, però, forse più di ogni altro momento dell’anno, ci riporta alla mente la speranza della rinascita, dopo le sofferenze, i dolori e la morte seguite alla Seconda Guerra Mondiale. Quest’anno, la celebrazione cade proprio in una fase della nostra esistenza che si potrebbe sovrapporre parallelamente a quel lontano 1945. Oggi, come allora, fatte le debite proporzioni, ci apprestiamo ad uscire da una battaglia sanguinosa, con tanti morti, vittime di un nemico, a differenza di quanto accaduto a metà Novecento, invisibile e per questo anche più insidioso.

Attendiamo, con ansia mista a gioia, una nuova liberazione e già assaporiamo il piacere di mettere il naso fuori dalle nostre case e vincere la nostra personale guerra contro la quarantena. Ma non sarà facile. A differenza di settantacinque anni fa, non potremo scendere in piazza con le bandiere, non potremo affollare le strade, né abbracciarci e baciarci. Questa battaglia è ancora lunga dall’essere vinta e ciò sarà possibile solo se riusciremo a dimostrare maturità e buon senso.

Ecco perché sarà diversa la liberazione degli anni duemila, una ripartenza altrettanto agognata, come quella dei nostri avi, ma condizionata dalla cautela e dalle incertezze. Dovremo essere capaci di riconquistarla la libertà, rimboccandoci le maniche, nella consapevolezza che il nostro modo di vivere è cambiato, almeno fino a quando la scienza non ci verrà in soccorso.

Ma i cambiamenti non riguarderanno solamente l’aspetto pratico, con la distanza sociale e i dispositivi di protezione; ci attende un periodo difficile soprattutto dal punto di vista economico e sociale. Nel nostro caso non ci sono macerie da cui ripartire per ricostruire. Ci ritroveremo a dover ricominciare dopo un tempo sospeso, nel corso del quale a finire schiacciati sotto il peso del Covid-19 sono state le sicurezze economiche di gran parte di noi. Sarà difficile riprenderci, ma non impossibile; questa è la sfida più grande da affrontare.

Ci penseremo dopo il 3 maggio; intanto buon 25 aprile e buona nuova liberazione a tutti noi.

 

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