Ancora un episodio di sversamento illecito, con il colpevole in questione titolare di un’azienda zootecnica di produzione di latte di bufala. L’episodio si è verificato a Pozzuoli dove sono intervenuti i carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale agroalimentare e forestale del gruppo di Napoli, in collaborazione con i carabinieri forestali proprio del comune puteolano. Gli accertamenti dei militari hanno permesso di verificare che rifiuti organici come letame e liquami di vario genere erano depositati al suolo, senza alcuna vasca o rete di contenimento.
Tuttavia, gli illeciti contro l’ambiente non finivano qui: attraverso un canale di scolo, il letame e i liquami finivano nelle acque in corrispondenza del litorale di Cuma, causando un grave danno all’ambiente. I militari, dopo aver accertato la presenza dei reati ambientali, hanno denunciato il titolare, mentre l’azienda zootecnica è stata posta sotto sequestro. Inoltre, per verificare anche che gli animali fossero in buone condizioni e che non subissero maltrattamenti, è intervenuto il personale dell’Asl che ha proceduto con i controlli sanitari. Le attività dell’Asl hanno dato buoni risultati, poiché le bufale sono state trovate in buono stato.
Episodi di sversamenti illeciti, purtroppo, non sono rari nel territorio campano. Nel mese di marzo, infatti, i carabinieri forestali di Roccamonfina dovettero fare i conti con un’altra azienda di allevamento bufalino, sita a Mondragone in provincia di Caserta, che sversava i rifiuti biologici e i liquami degli animali in una pozza abusiva, senza l’utilizzo degli adeguati strumenti per lo smaltimento. Il terreno oggetto degli sversamenti da parte dell’azienda mondragonese è stato posto sotto sequestro, con il titolare che, anche qui, ha ricevuto una denuncia in stato di libertà per i reati di gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da effluenti zootecnici.
Senza andare invece troppo indietro nel tempo, ha fatto molto scalpore sui social la foto di un’enorme macchia nera che ha deturpato l’immagine cristallina delle acque della foce del canale Agnena, bacino dei Regi lagni che delimita i territori di Castel Volturno e Mondragone, dopo un periodo in cui sembrava che l’inquinamento fosse diventato un lontano ricordo. Un episodio, tra l’altro, accaduto a pochissime ore di distanza dalle immagini delle acque del fiume Sarno tornate di nuovo di un pericoloso colore marrone a causa della ripresa delle attività industriali.