Controlli a tappeto in tutta l’area della città metropolitana di Napoli. Nella seconda settimana di fase 2, una vasta task force composta dai carabinieri del comando provinciale partenopeo e dai reparti specializzati dell’Arma quali forestali, Nil e Nas ha passato al setaccio 50 aziende produttive, inserite in un elenco trasmesso dalla Prefettura perché attive durante il periodo di lockdown o in possesso del codice Ateco. Obiettivo dell’operazione, che ha portato all’irrogazione di varie sanzioni per 122mila euro e continuerà nei prossimi giorni, è di assicurare lo svolgimento delle attività lavorative nel pieno rispetto delle misure precauzionali imposte dal governo. A Gragnano, i militari hanno deferito per inosservanza delle norme di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro e sanzionato per 76mila euro un quarantunenne, amministratore unico di un’azienda sartoriale locale, riconvertita alla produzione di abiti da lavoro e mascherine. All’interno della struttura, posta sotto sequestro, i carabinieri hanno inoltre riscontrato la presenza di 2 lavoratori assunti senza regolare contratto.
È incorso in una denuncia per i medesimi illeciti anche un sessantaduenne di Piano di Sorrento, socio accomandatario di una ditta di Sant’Agnello. Stessa sorte è toccata anche a un imprenditore edile di Napoli, legale rappresentante di una società partenopea risultata irrispettosa delle norme vigenti all’interno di un cantiere. A Grumo Nevano, i carabinieri hanno sospeso l’attività di un’azienda attiva nella produzione di capi d’abbigliamento. La titolare, una quarantaduenne del posto è stata denunciata per aver impiegato come manodopera extracomunitari privi di permesso di soggiorno e due lavoratori non regolarmente contrattualizzati. Deferimento scattato da parte della task force dei carabinieri anche per due imprenditori agricoli di Poggiomarino. La prima denuncia è stata inflitta a un trentunenne, nella cui azienda gli uomini dell’Arma hanno riscontrato l’assenza di protocolli anti-contagio e sequestrato 39 quintali di ortaggi privi di garanzia di tracciabilità, la seconda è arrivata per inosservanza delle norme di sicurezza.

