Non si ferma la Festa internazionale dei musei, che si terrà anche quest’anno, ma in veste social con l’hashtag #imd2020. Si tratta di un appuntamento importante che, nonostante le difficoltà di questi mesi, s’adatta al cambiamento per valorizzare come di consueto i luoghi della cultura. C’è bisogno di bellezza e solidarietà, così domani, lunedì 18, gli istituti aderenti si ritroveranno sui canali Facebook, Instagram e Twitter per celebrare Musei per l’uguaglianza: diversità e inclusione.
Il Mann aderisce al tema della manifestazione 2020 ponendo in risalto il valore polisemantico della diversità: post, fotografie e video sono alcuni tra gli strumenti messi a disposizione di internauti e non, per garantire la condivisione e la conoscenza del nostro inestimabile patrimonio culturale. Un vero e proprio viaggio online, il cui incipit sarà la riflessione sulla differenza dell’osservazione, intesa come punto di partenza per ‘leggere’ i tesori dell’arte: a tal fine saranno riproposti i lavori del fotografo Paolo Soriani, che ha dedicato tre importanti progetti di ricerca ai visitatori del museo, alla mostra Canova e l’antico e all’allestimento dell’altra esposizione Pompei. Dei, eroi, uomini all’Ermitage di San Pietroburgo. Filo conduttore di ciascun reportage, adesso comodamente consultabile da casa, è l’idea di una diversità intesa come sinonimo di ricchezza, con una new entry, perché proprio in occasione della festa dei musei 2020, lo stesso Soriani, seguendo il motivo della campagna ministeriale L’arte ti somiglia, presenterà due innesti fotografici nati dalla sovrapposizione tra persone e opere dell’Archeologico.
Il rispetto delle differenze involge il tema dell’inclusione al quale il Mann ha sempre prestato grande attenzione: seppur a distanza, spicca il coinvolgimento di pubblici speciali nella fruizione del patrimonio culturale. Sarà postato su Facebook il video La cultura si fa in… Lis, realizzato nell’ambito del progetto regionale Conoscere per crescere (che ha l’obiettivo di favorire l’accessibilità e la fruibilità della cultura museale) e articolato come un percorso audiovisivo attraverso le collezioni dell’Archeologico, narrandone venti capolavori con la lingua dei segni. La proposta didattica è nata dalla rete tra i servizi educativi del museo, la federazione regionale sordi di Napoli e AreCaScarl Onlus.
Dall’inclusione all’azione: grazie alla raccolta fondi realizzata con il calendario 2020 Anef (associazione Accà nisciuno è fesso), tutto ambientato nelle sale del Mann, è stata ampliata la platea dei ragazzi napoletani bisognosi di assistenza domiciliare. Il calendario, presentato al Museo Diocesano con un evento benefico, ha avuto come testimonial Monica Lima, Rosalia Porcaro e Autilia Ranieri. Infine, per dare risalto alle diverse declinazioni della narrazione del patrimonio dell’Archeologico, su Facebook sarà condivisa la lezione dell’istituto comprensivo Lucantonio Porzio di Positano, che ha ospitato un intervento video del direttore del Mann, Paolo Giulierini, sulla collezione egizia presentata ai ragazzi.
Il Museo d’Arte Contemporanea Donna Regina è stato voluto nel cuore del centro storico e popolare di Napoli, nel “fondamento oscuro di una città votata alla catastrofe“, come sosteneva il primo direttore del museo, Eduardo Cicelyn, per assolvere a una funzione quasi apotropaica. L’affermazione dello scultore rumeno Constantin Brancusi, che Domenico Bianchi ha situato in calce alla sua opera ai piedi della scalinata, “si è fatta l’arte per dominare, per piangere, per pregare. Noi la stiamo facendo per vivere”, risuona come un grido propiziatorio che squarcia il silenzio e l’immobilità apparente di questo drammatico periodo.