Le bellezze del Museo Archeologico Nazionale di Napoli entrano a far parte della mostra digitale #MirrorTheWorld di Vivienne Westwood. La stilista britannica, infatti, ha scelto proprio la città partenopea e in particolare il Mann per lanciare, anche in Italia, il suo appello globale a favore della comunità creativa.
Grazie alle fotografie di Luigi Spina, selezionate con cura dallo staff della celebre creatrice di moda in occasione della Festa dei musei, è possibile ripercorrere, con un semplice click, il fascino del patrimonio storico-artistico presente all’interno del museo napoletano, attraverso foto delle sculture marmoree come l’Atlante Farnese, il Doriforo e l’Antinoo, o la colossale Flora Farnese; ma anche quelle dei Corridori di bronzo, o dei reperti in vetro che testimoniano la vita quotidiana nelle aree delle città vesuviane dell’antichità.
Entusiasmo e orgoglio è stato espresso dal direttore del Mann, Paolo Giulierini: “Siamo stati felici di aderire al progetto digitale #MirrorThe World, creato da Vivienne Westwood, icona della moda inglese e donna straordinaria che, con la sua creatività, si batte da tempo contro il cambiamento climatico e per i consumi etici. Creare una piattaforma culturale per connettere in questo difficile momento artisti e grandi opere da tutto il mondo è un ulteriore segno della sua sensibilità. Sappiamo che la signora Westwood ama molto il nostro museo e i capolavori della classicità. La aspettiamo a Napoli“.
Dalla pagina Instagram di Vivienne Westwood, è possibile accedere al link Google Arts&Culture, per ammirare ben 750 opere del Mann. Vivienne, icona vivente della moda e della cultura punk, sbocciata nel pieno degli anni Settanta, s’è sempre distinta per la sua voce di dissenso. È partita dalla moda di strada e dalla creazione di gioielli artigianali, che vendeva a Portobello Road, fino a ricevere la nomina di Dama di commenda dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II. Durante la sua carriera, ha riproposto pezzi di sartoria tradizionale del Diciassettesimo e Diciottesimo secolo, sempre in chiave moderna. Le maggiori influenze della sua arte provengono dalla passione per la pittura, per la storia, per l’impegno politico e i diritti civili. Non a caso, le sue collezioni più famose s’intitolano proprio Propaganda e Resistenza attiva.