Un giorno importante, a metà tra un passato non ancora andato via e un futuro in cui, nonostante le numerose incertezze, il ritorno verso una vita normale inizia a non sembrare solo un miraggio caliginoso e lontano. Si respira un’aria diversa, oggi, sul lungomare di Napoli: ristoranti e pizzerie riaprono, tra numerose misure di sicurezza e qualche timore, restituendo a via Partenope e via Caracciolo una prima scintilla di quella vita che le ha rese due dei luoghi più frequentati del capoluogo partenopeo. Le precauzioni da attuare, in conformità con le disposizioni vigenti, sono numerose: si calcola che ogni esercente abbia speso in media circa duemila euro per mettere a norma la propria attività. Si va dalle strisce fluorescenti attaccate sui marciapiedi alle indicazioni dei percorsi differenziati di entrata e uscita dai locali, dai pannelli in plexiglass installati alle casse ai menù in digitale consultabili via smartphone col Qr code.
Non c’è ressa, i clienti sono ancora pochi, ma anche per molti di loro questo è un momento di speranza: i tavoli, distanziati e in alcuni casi forniti di contenitori per sale, pepe e olio in monouso, sono occupati da persone desiderose di gustare, tra un boccone di cibo e un bicchiere di vino con vista mare, soprattutto un assaggio di quotidianità. Un primo abbozzo di normalità che è stato salutato, da ristoratori e avventori, con un flash mob per ricordare quanti hanno perso la vita in questi mesi e chi, ancora oggi, è in prima linea negli ospedali per combattere il Coronavirus. Alle ore 12, infatti, all’ombra del Castel dell’Ovo è stato osservato un minuto di silenzio per i morti di Covid-19, seguito da uno scrosciante applauso dedicato a medici, infermieri e operatori sanitari.

