Spacciava del comune sapone per gel antibatterico. È l’accusa di frode in commercio di cui dovrà rispondere all’autorità giudiziaria un cinquantaduenne originario di Poggiomarino, titolare di una rivendita di prodotti cosmetici. Ad accertare la truffa sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale i quali, nell’ambito di un servizio di contrasto alla vendita di prodotti per la sanificazione non conformi, hanno effettuato un blitz nel magazzino dell’attività commerciale gestita dall’uomo. Qui, gli uomini dell’Arma hanno rinvenuto stoccate ben 8.496 confezioni di gel lavamani pronte per la vendita, riportanti etichette che ne esaltavano le proprietà antibatteriche, ma prive delle autorizzazioni del ministero della Salute che ne certificassero l’efficacia e la sicurezza. A seguito di un esame più approfondito della merce, i militari hanno riscontrato che le confezioni erano, in realtà, piene di semplice sapone liquido. Tutto il materiale emerso, dal valore complessivo di circa 20mila euro, è stato posto sotto sequestro, compresi 2 rotoli di etichette adesive da applicare ai flaconi con l’indicazione “antibatterico naturale”.
L’ultimo episodio, in tal senso, era accaduto a Forio d’Ischia. Lo scorso 16 maggio, in due esercizi commerciali del Comune più esteso dell’isola, il comando provinciale della guardia di finanza aveva sequestrato oltre 80 litri di gel disinfettante non a norma e 3.600 mascherine chirurgiche protettive sprovviste delle necessarie autorizzazioni. I tre commercianti responsabili sono stati denunciati per contraffazione e frode in commercio. L’attività di sequestro della guardia di finanza di Napoli è scaturita in seguito alla scoperta dei finanzieri della tenenza di Ischia di due esercizi commerciali dove erano in vendita i prodotti non conformi. In particolare, le fiamme gialle hanno trovato gel già confezionato per la vendita in flaconcini di diversa misura, la cui produzione ed etichettatura non era stata autorizzata dal ministero della Salute. Per ovviare alla cosa, i commercianti si erano prodigati loro stessi nella produzione del gel, a cui avevano anche attaccato etichette mendaci.

