I carabinieri della compagnia di Marano, nell’ambito delle indagini condotte dalla Procura di Napoli Nord, hanno arrestato e denunciato tre uomini accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I militari hanno relegato ai domiciliari un cittadino albanese di trentatrè anni residente a Marano, hanno disposto una misura interdittiva di sospensione temporanea dagli uffici pubblici per un dipendente dell’Ufficio anagrafe del Comune di Marano e imposto il divieto di dimora nelle province di Napoli e Caserta a un cittadino tunisino di cinquantasei anni residente a Calvizzano, nel Napoletano. I colpevoli, oltre a favorire l’immigrazione clandestina in concorso tra loro, attraverso la costituzione di una vera e propria associazione a delinquere, avrebbero omesso degli atti d’ufficio e dichiarato il falso in atto pubblico.
Stando a quanto emerso dalle attività investigative compiute dagli inquirenti, gli indagati avrebbero favorito, nell’arco di un periodo di tre anni, che va dal 2015 al 2018, la permanenza sul territorio italiano di cittadini extracomunitari considerati “irregolari”. In particolare, gli stranieri che necessitavano di essere regolarizzati, chiedevano aiuto al cittadino albanese che, in cambio di una tangente di ottanta euro, forniva false attestazioni di ospitalità rese da cittadini italiani. Successivamente, con l’aiuto del dipendente del Comune di Marano coinvolto nel giro d’affari, si è provveduto all’iscrizione dei richiedenti presso gli uffici dell’anagrafe attraverso dichiarazioni di residenza mendaci. La pratica veniva così avviata e permetteva ai cittadini stranieri di ottenere l’iscrizione anagrafica, nonché il rilascio della carta d’identità recante l’indicazione di residenza fittizia.

