Sono poco più di 49mila i contagi sul lavoro da Covid-19 denunciati all’Inail alla data del 15 giugno. Lo comunica, con una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, attraverso un report elaborato dall’ufficio di consulenza statistico-attuariale dello stesso ente previdenziale. La tutela infortunistica riguardante i contagi da Coronavirus sul posto di lavoro è stata introdotta con il Decreto legge numero 18 dello scorso 17 marzo. I casi segnalati al 15 giugno, precisamente 49.021, risultano essere 1.999 in più rispetto ai 47.022 rilevati dal monitoraggio precedente del 31 maggio. L’Inail, inoltre, precisa che fra i lavoratori contagiati i decessi sono stati 236 (più 28 rispetto al 31 maggio), “pari a circa il 40% dei casi mortali denunciati dall’inizio dell’anno”.
Un dato particolarmente allarmante è quello riferito al genere dei lavoratori contagiati, il 71,7% dei quali sono donne, mentre il 28,3% uomini. Il rapporto tra i generi, però, si inverte quando il report passa ad analizzare i casi mortali. “I decessi degli uomini – prosegue l’lnail nella nota – infatti, sono pari all’82,6% del totale”. Da sottolineare, inoltre, l’età media dei lavoratori che hanno contratto il virus, che è di 47 anni per entrambi i sessi, ma sale a 59 anni per i casi mortali. Il 70,3% dei decessi è concentrato “nella fascia di età 50-64 anni, seguita da quelle over 64 anni (18,6%), 35-49 anni (9,4%) e under 34 anni (1,7%)”.
Dall’Inail arriva anche un altro dato che, alla luce di quanto scritto e detto in questi mesi di emergenza, rappresenta una triste conferma. Il 72,2% del totale dei casi denunciati e il 26,3% dei decessi si concentra nel settore della sanità e dell’assistenza sociale, cioè ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili. Dati che aumentano di circa il 10% se si aggiungono i casi provenienti dal “settore degli organismi pubblici preposti alla sanità”, in un acronimo le Asl: 81,3% la quota delle denunce in totale e 36,5% quella dei casi mortali.
Entrando nel particolare, la nota dell’Inail precisa che “con il 40,9% delle denunce complessive, circa l’83% delle quali relative a infermieri, la categoria professionale più coinvolta dai contagi è quella dei tecnici della salute. Seguono gli operatori socio-sanitari (21,3%), i medici (10,7%), gli operatori socio-assistenziali (8,5%) e il personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (4,8%). I tecnici della salute sono anche la categoria più colpita dai decessi, con il 12,8% dei casi codificati (il 61% sono infermieri), seguiti dai medici (9,9%) e dagli operatori socio-sanitari (7,8%)”.
Passiamo, infine, alle regioni. Nella sola Lombardia ci sono stati il 43,2% dei morti, più di quattro decessi su dieci, mentre otto denunce su dieci all’Inail sono concentrate nell’Italia settentrionale. Per quanto riguarda la Campania, le denunce di infortunio da Covid-19 equivalgono all’1,9% dell’interno dato nazionale, percentuale che porta la nostra regione ad essere posizionata nella parte medio-bassa della classifica. Diverso e più preoccupante è il discorso sulle denunce di infortunio con esito mortale. Con il 7,2% la Campania è quarta nel computo delle morti sul lavoro dovute al Coronavirus, staccatissima dalla Lombardia, ma subito dopo Emilia-Romagna e Piemonte, e prima regione dell’Italia meridionale.