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Pedopornografia in chat, denunciati adulti e adolescenti in tutta Italia

Tutto è partito dopo i controlli effettuati sullo smartphone di una ragazzina. 21 le persone coinvolte nella rete illegale. Proseguono le indagini della polizia postale

Giuseppe Cerreto di Giuseppe Cerreto
22 Luglio 2020
in Italia
Pedopornografia

Quello della pedopornografia in chat sta diventato sempre di più un problema serio che coinvolge in egual misura adulti e adolescenti. Le ultime indagini della polizia postale hanno fatto emergere un vero e proprio business di materiale pornografico che circolava illegalmente in rete attraverso l’utilizzo di chat private. Scoperto anche il listino dei prezzi per ottenere foto e video pornografici, talvolta realizzati anche dai più giovani. 

Tutto è partito quando i genitori di una ragazzina di Foggia sono stati insospettiti dallo strano comportamento della figlia, che passava gran parte del suo tempo sui social network. Così, dopo un controllo accurato sul suo smartphone, sono state trovate decine di foto e video sessualmente espliciti. Le attività investigative condotte dalla polizia postale hanno permesso di individuare altre 21 persone coinvolte nel giro di scambio del materiale pedopornografico. Sono partite così le denunce e le perquisizioni nei confronti dei sospettati, residenti in diverse regioni italiane. Il presunto ideatore della chat e del relativo business sarebbe un giovane adolescente di Bari, amico della ragazzina coinvolta nel giro. L’attività investigativa, supportata dal Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online e protezione dei minori, ha permesso di scoprire anche il prezzario, con tariffe che variavano a seconda delle richieste sessuali: una videochiamata di 45 minuti costava 40 euro, un’ora e mezza di videochat costava invece 50 euro. Per ricevere video sessualmente espliciti, accompagnati da foto e audio, il costo era di almeno 20 euro.

Le operazioni svolte dagli agenti hanno portato al sequestro di numerosi dispositivi elettronici, tra cui smartphone, tablet e pc sui quali veniva archiviato il materiale a luci rosse. Ne è così emerso un quadro preoccupante sull’utilizzo della rete da parte dei ragazzi più giovani, soprattutto adolescenti, i quali sarebbero vittime spesso incoscienti di questo genere di attività illegali. Pochi giorni fa è stato scoperto anche un cinquantaciquenne di Salerno attivo nella rete della pedopornografia internazionale. In queste ore sono in corso ulteriori verifiche e indagini da parte della polizia postale per scoprire il coinvolgimento di altre persone all’interno del giro d’affari legato alla compravendita di prestazioni sessuali on-line.

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