Quello della pedopornografia in chat sta diventato sempre di più un problema serio che coinvolge in egual misura adulti e adolescenti. Le ultime indagini della polizia postale hanno fatto emergere un vero e proprio business di materiale pornografico che circolava illegalmente in rete attraverso l’utilizzo di chat private. Scoperto anche il listino dei prezzi per ottenere foto e video pornografici, talvolta realizzati anche dai più giovani.
Tutto è partito quando i genitori di una ragazzina di Foggia sono stati insospettiti dallo strano comportamento della figlia, che passava gran parte del suo tempo sui social network. Così, dopo un controllo accurato sul suo smartphone, sono state trovate decine di foto e video sessualmente espliciti. Le attività investigative condotte dalla polizia postale hanno permesso di individuare altre 21 persone coinvolte nel giro di scambio del materiale pedopornografico. Sono partite così le denunce e le perquisizioni nei confronti dei sospettati, residenti in diverse regioni italiane. Il presunto ideatore della chat e del relativo business sarebbe un giovane adolescente di Bari, amico della ragazzina coinvolta nel giro. L’attività investigativa, supportata dal Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online e protezione dei minori, ha permesso di scoprire anche il prezzario, con tariffe che variavano a seconda delle richieste sessuali: una videochiamata di 45 minuti costava 40 euro, un’ora e mezza di videochat costava invece 50 euro. Per ricevere video sessualmente espliciti, accompagnati da foto e audio, il costo era di almeno 20 euro.

