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Home Cultura

La distopia tra fantascienza e realtà: intervista con Carmine Treanni

Il saggista napoletano, tra i massimi esperti italiani di science fiction, è autore di un lungo testo sulle narrazioni distopiche incluso nel nuovo "Millemondi" della storica collana da edicola Urania

Diego Del Pozzo di Diego Del Pozzo
26 Luglio 2020
in Cultura, Letture
Distopia Treanni

Da quasi settant’anni (il primo fascicolo uscì nel 1952) Fantascienza in Italia fa rima con Urania, la storica collana da edicola pubblicata da Mondadori, principale responsabile della diffusione di questo genere letterario attraverso la Penisola. Dal 1971, tre-quattro volte all’anno, la testata principale è accompagnata da un supplemento altrettanto amato, Millemondi, di solito dedicato ad antologie di racconti invece che a romanzi. Ebbene, l’Urania Millemondi di luglio è opportunamente dedicato a un tema di straordinaria attualità come quello delle distopie, cioè quelle “utopie negative” che descrivono realtà futuristiche immaginarie basate in qualche modo sulla rielaborazione delle tendenze più negative e spaventose del presente. Intitolato proprio Distopia, il denso volume curato da Franco Forte (432 pagine, 7.90 euro) propone dietro l’evocativa copertina di Franco Brambilla tredici racconti fantascientifici di altrettanti autori italiani: Paolo Aresi, Valeria Barbera, Francesca Cavallero, Alberto Cola, Milena Debenedetti, Giovanni De Matteo, Linda De Santi, Valerio Evangelisti, M. Caterina Mortillaro, Simonetta Olivo, Giampietro Stocco, Nicoletta Vallorani. Ma a chiudere il libro c’è un lungo saggio, estremamente interessante, dello studioso napoletano Carmine Treanni.

La copertina dell’Urania Millemondi di luglio

Nome importante della fantascienza italiana contemporanea, Treanni è giornalista e saggista e dirige da oltre dieci anni Delos Science-Fiction, l’importante rivista online di fantascienza della casa editrice Delos Books. Proprio al genere science fiction, l’esperto partenopeo ha dedicato e continua a dedicare buona parte delle sue giornate lavorative, sia in veste di curatore editoriale e direttore di collane che come autore di libri sempre molto accurati e documentati. I due più recenti sono il denso compendio da cinquecento schede Il futuro è adesso. Il grande libro della fantascienza (396 pagine, 18 euro) edito da Homo Scrivens e il delizioso Sulla Luna. A 50 anni dallo sbarco, un viaggio tra scienza e fantascienza (288 pagine, 15 euro) pubblicato dalla casa editrice napoletana CentoAutori, della quale Treanni è anche direttore editoriale. Però, nell’anno della pandemia da Covid-19, la chiacchierata con lui non può che iniziare proprio dal saggio che ha scritto per l’Urania Millemondi dedicato alle distopie.

Treanni, come s’è trasformato il concetto di distopia in un contesto storico-sociale come quello che caratterizza la contemporaneità?
“La distopia è un tema sempre più attuale, da tanti punti di vista e a prescindere da quanto capitato in questi mesi con la pandemia da Covid-19. Se si guarda alla geopolitica del mondo contemporaneo, per esempio, non si può fare a meno di notare come vi siano in tante nazioni “uomini forti” alla guida di governi sempre più autoritari. Stanno diventando, anzi, presenze costanti anche nei regimi democratici, che sempre più spesso somigliano meno a democrazie come le intendevamo fino a qualche anno fa per proporsi invece come forme ibride spesso simili a quelle tratteggiate in alcune celebri distopie fantascientifiche. Vi sono, inoltre, tante altre questioni che rimandano direttamente all’immaginario distopico: e penso alla gestione della privacy dei cittadini, alla raccolta e all’utilizzo dei loro dati personali, alle nuove tecnologie sempre più invasive, ma anche al tema delle fake news e della manipolazione delle notizie e conseguentemente dell’opinione pubblica. Tutte queste sono forme di controllo che rimandano direttamente al concetto di distopia e sono tipiche della maggior parte delle democrazie odierne“.

Il saggista napoletano Carmine Treanni

Si può affermare, dunque, che la distopia oggi è riconducibile sempre meno alla fantascienza e sempre più alla cronaca quotidiana?
“La fantascienza ha spesso anticipato, fin dall’inizio del Novecento, alcuni fenomeni poi diventati realtà. Lo ha fatto nei romanzi e nei racconti, ma anche in film, serie tv, fumetti, videogames. Si tratta di argomenti che riguardano tutti noi e che anche in campo strettamente letterario hanno travalicato i confini della fantascienza propriamente intesa. Basti pensare, per restare a un esempio di stretta attualità, al romanzo Il complotto contro l’America di un autore assolutamente mainstream come Philip Roth. Di stretta attualità perché in questi giorni Sky Atlantic sta trasmettendo la versione italiana della serie tv prodotta da Hbo e tratta proprio da quel libro, nel quale Roth immagina che anche negli Stati Uniti degli anni Quaranta di una realtà alternativa distopica si instauri un regime totalitario nazista come in Germania. E Philip Roth non è certo uno scrittore di fantascienza“.

La distopia è anche il filone fantascientifico che più e meglio riesce a parlare del presente…
“In realtà, la buona fantascienza in un modo o nell’altro parla sempre del presente, del tempo nel quale vive colui o colei che la scrive. Per questo, a mio avviso è il genere letterario più attuale tra quelli della letteratura popolare. E voglio anche soffermarmi su un possibile equivoco: spesso la fantascienza viene identificata come semplice letteratura di anticipazione, ma in realtà ciò è dovuto unicamente al fatto che la maggior parte delle sue storie sono ambientate nel futuro. Quindi, sarebbe più accurato dire che, in effetti, alcuni futuri li becca ma tanti altri assolutamente no, per nostra fortuna“.

Per uno studioso e un appassionato di fantascienza come lei, com’è stato pubblicare sul Millemondi di Urania?
“Sono ovviamente molto contento e per me è un sogno che s’avvera, dato che come tanti appassionati sono cresciuto proprio con Urania e con i suoi supplementi. Poter pubblicare un saggio in coda alla bella antologia edita in queste settimane da Mondadori, dunque, per me è un autentico privilegio e devo ringraziare il curatore Franco Forte che mi ha invitato a scriverlo. Tra l’altro, ho saputo che il Millemondi sulla distopia è stato un successo superiore alle aspettative ed è andato esaurito quasi ovunque“.

Lei quando ha iniziato a occuparsi professionalmente di fantascienza?
“Nel 2003 ho iniziato a scrivere sul sito specializzato Fantascienza.com, poi nel 2006 l’allora responsabile Silvio Sosio mi ha chiesto di curare la rivista online Delos, direttamente collegata a quel sito e alla casa editrice Delos Books. La rivista è mensile ed è la più longeva tra quelle in circolazione sul web, poiché esiste dal 1994. Da quel nucleo s’è poi sviluppata la casa editrice e tutta una galassia di iniziative con al centro sempre la fantascienza in tutte le sue forme“.

Tra quelli usciti in questi anni, quale romanzo a tema distopico le è piaciuto di più?
“Ho molto amato Ragazze elettriche di Naomi Alderman, che peraltro è una scrittrice non propriamente di fantascienza e, anzi, s’è avvicinata al genere proprio con questo libro. Ho trovato molto interessante ed efficace la sua descrizione di una società distopica dominata da donne che hanno potuto ridurre gli uomini in stato di semischiavitù grazie a una sorta di energia elettrica che, fin dall’adolescenza, permette loro di fulminare chiunque tenti di molestarle. Secondo me, è un romanzo straordinario e sono certo che entrerà presto tra i classici del genere“.

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Tags: Fantascienzaletteratura
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