Il premier Giuseppe Conte e sei ministri (Luigi Di Maio, Roberto Speranza, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Alfonso Bonafede) hanno ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’avviso, riguardante la gestione dell’emergenza Covid, è il risultato di duecento denunce ed esposti di cittadini provenienti da diverse parti d’Italia durante i mesi della quarantena e, nello specifico, riguardanti i reati di epidemia, delitti colposi contro la salute pubblica, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro la Costituzione dello Stato e attentato contro i diritti politici del cittadino. Le denunce concernono due diverse modalità di gestione dell’emergenza: c’è chi, infatti, ritiene che non sia stato fatto abbastanza per fronteggiare il problema in corso e chi, d’altra parte, è convinto che siano state imposte misure troppo restrittive o inadeguate rispetto all’emergenza sanitaria.
In una nota ufficiale di Palazzo Chigi si legge che “La trasmissione da parte della Procura al Collegio in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto” e che questa è accompagnata da una relazione in cui l’ufficio della Procura, valutando le diverse denunce, “ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha commentato la notizia su Facebook, sottolineando come “ci siamo sempre assunti la responsabilità, in primis ‘politica’, delle decisioni adottate. Decisioni molto impegnative, a volte sofferte, assunte senza disporre di un manuale, di linee guida, di protocolli di azione. Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale”. Ha poi concluso aggiungendo: “Io e i ministri siamo e saremo sempre disponibili a fornire qualsiasi forma di collaborazione che ci verrà richiesta, nel rispetto dei distinti ruoli istituzionali. Il bene dell’Italia e degli italiani, prima di tutto”.

