Rapinato da un uomo conosciuto su Facebook: è quanto accaduto la notte scorsa ad Avella, in provincia di Avellino. I due si erano conosciuti tramite il popolare social network e, al momento dell’incontro di persona, la vittima si è rifiutata di consegnare il denaro richiesto dal suo nuovo “amico”. Il rapinatore, un uomo di trentatré anni, ha quindi colpito l’altro con pugni e schiaffi per poi rubargli il cellulare e allontanarsi. I carabinieri della compagnia di Baiano, ricevuta la segnalazione della rapina dallo stesso malcapitato e trovandosi già in zona per alcuni controlli atti a garantire la sicurezza del posto, hanno fermato dopo poco tempo l’auto con alla guida il responsabile. Dopo una perquisizione, l’uomo è stato trovato in possesso della refurtiva e, inoltre, anche di cocaina. Così, su disposizione della procura della Repubblica di Avellino, il trentatreenne è stato arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa di comparire davanti al Tribunale per il rito direttissimo previsto per la giornata odierna.
Ieri, invece, i carabinieri della compagnia di Torre del Greco avevano arrestato un trentunenne di Ercolano per una rapina avvenuta lo scorso 27 luglio, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Nola su proposta della locale Procura. L’uomo, con indosso un casco da motociclista, aveva minacciato con una pistola la proprietaria di un esercizio commerciale di San Sebastiano al Vesuvio, nel Napoletano, esigendo l’incasso della giornata pari a 200 euro. Il malvivente era poi fuggito con uno scooter facendo perdere le proprie tracce. Le indagini, partite immediatamente, hanno portato all’identificazione del rapinatore grazie all’analisi delle immagini di sorveglianza e alle testimonianze dei presenti. Nello specifico, dopo diversi giorni, il trentunenne è stato rintracciato mentre passeggiava a Ercolano e, sebbene avesse provato a cambiare il proprio look, è stato riconosciuto e fermato dai militari dell’Arma dopo un breve tentativo di fuga. Il giovane è stato quindi tradotto presso la casa circondariale di Poggioreale.

