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Avviso di garanzia a Conte e sei ministri dopo le denunce per l’emergenza Covid

Una nota ufficiale di Palazzo Chigi sottolinea: “Si tratta di un atto dovuto” accompagnato da una relazione dell’ufficio della Procura che “ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare”

Sara Dell'Aversano di Sara Dell'Aversano
13 Agosto 2020
in Italia
avviso

Il premier Giuseppe Conte e sei ministri (Luigi Di Maio, Roberto Speranza, Roberto Gualtieri, Lorenzo Guerini, Luciana Lamorgese e Alfonso Bonafede) hanno ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’avviso, riguardante la gestione dell’emergenza Covid, è il risultato di duecento denunce ed esposti di cittadini provenienti da diverse parti d’Italia durante i mesi della quarantena e, nello specifico, riguardanti i reati di epidemia, delitti colposi contro la salute pubblica, omicidio colposo, abuso d’ufficio, attentato contro la Costituzione dello Stato e attentato contro i diritti politici del cittadino. Le denunce concernono due diverse modalità di gestione dell’emergenza: c’è chi, infatti, ritiene che non sia stato fatto abbastanza per fronteggiare il problema in corso e chi, d’altra parte, è convinto che siano state imposte misure troppo restrittive o inadeguate rispetto all’emergenza sanitaria. 

In una nota ufficiale di Palazzo Chigi si legge che “La trasmissione da parte della Procura al Collegio in base alle previsioni di legge, è un atto dovuto” e che questa è accompagnata da una relazione in cui l’ufficio della Procura, valutando le diverse denunce, “ritiene le notizie di testo infondate e dunque da archiviare”. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha commentato la notizia su Facebook, sottolineando come “ci siamo sempre assunti la responsabilità, in primis ‘politica’, delle decisioni adottate. Decisioni molto impegnative, a volte sofferte, assunte senza disporre di un manuale, di linee guida, di protocolli di azione. Abbiamo sempre agito in scienza e coscienza, senza la pretesa di essere infallibili ma nella consapevolezza di dover sbagliare il meno possibile per preservare al meglio gli interessi della intera comunità nazionale”. Ha poi concluso aggiungendo: “Io e i ministri siamo e saremo sempre disponibili a fornire qualsiasi forma di collaborazione che ci verrà richiesta, nel rispetto dei distinti ruoli istituzionali. Il bene dell’Italia e degli italiani, prima di tutto”.

https://www.facebook.com/GiuseppeConte64/posts/1013097712505527

Proprio ieri, intanto, era arrivata una nuova stretta del Governo, che ha cercato di lanciare un ulteriore avviso per rimettere ordine nel marasma delle decisioni anti-Covid prese in queste ore dalle varie Regioni. La conferenza straordinaria Stato-Regioni convocata con urgenza alla presenza dei ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza, infatti, ha deciso di rendere uniformi le misure adottate per la sicurezza sanitaria, tra cui: tampone rapido per chi arriva o è transitato da Croazia, Grecia, Malta e Spagna; per la movida il Governo ha chiesto alle Regioni di non andare in ordine sparso, proponendo quindi di proseguire con il divieto di assembramento, potenziare i controlli e impedire l’apertura delle discoteche anche all’aperto; se non ci sarà uniformità il Governo è pronto a ritornare all’obbligo delle mascherine all’aperto, limitare gli ingressi nei luoghi al chiuso ma anche in strade e piazze e, come rimedio estremo, vietare la circolazione dopo una certa ora. Insomma, si vuole evitare a tutti costi una seconda pericolosa ondata del virus.

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Tags: Giuseppe Conte
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