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Home Cronaca

Torna l’inchiesta “The Queen”, tangenti per un appalto a Nola

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
29 Gennaio 2020
in Cronaca

Un sistema ben oleato capace di truccare gli appalti e incassare tangenti. È quanto hanno scoperto i finanzieri del comando provinciale di Napoli, al termine di indagini coordinate dalla Dda partenopea. “The Queen in black”, la regina in nero, è questo il nome dell’inchiesta che ha portato all’arresto di 5 persone, su ordine del Gip del Tribunale di Napoli.

I destinatari dei provvedimenti sono funzionari pubblici e imprenditori, accusati di corruzione e turbata libertà degli incanti, in relazione ad una gara di appalto indetta dal Comune di Nola. L’appalto prevedeva i lavori di riqualificazione urbana e ambientale delle frazioni di Piazzolla e Polvica, il completamento delle reti fognarie e del collettore San Giuseppe Vesuviano-Piazzolla.

L’inchiesta, condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Napoli, guidato dal colonnello Domenico Napolitano, è una costola dell’iniziale indagine denominata “The Queen”, in cui è coinvolto l’ex sindaco di Aversa Enrico De Cristofaro, dove erano state riscontrate irregolarità riguardanti varie gare di appalto gestite da enti pubblici delle province di Napoli, Caserta e Benevento.

Secondo questa ulteriore tranche dell’inchiesta, è emersa “la sistematica operatività di colletti bianchi, in grado di incidere in maniera determinante sull’aggiudicazione della gara d’appalto, in favore di imprese predesignate”. In particolare, nell’ordinanza vengono contestate condotte di turbata libertà degli incanti e corruzione a Gustavo Anaclerio, responsabile unico del procedimento della gara. Anaclerio, attraverso l’intermediazione di Antonio Sommese, collaboratore dell’ex assessore allo Sviluppo e promozione del turismo della Regione Campania Pasquale Sommese e dell’imprenditore di Melito di Napoli Luigi Marrone, è accusato di avere consegnato in anteprima, documenti riservati inerenti alla gara di appalto.

Tale condotta, secondo quanto contestato, avrebbe così consentito ai suddetti professionisti di redigere l’offerta tecnica in termini maggiormente vantaggiosi, rispetto ai concorrenti, garantendo l’aggiudicazione della gara al raggruppamento temporaneo di imprese denominato “Icoop–Impregivi” degli imprenditori edili Antonio Piccolo di Casapesenna e Pasquale Viro di Afragola.

Il provvedimento cautelare riguarda anche Catello Esposito, presidente della commissione di gara e funzionario tecnico del provveditorato interregionale delle opere pubbliche di Campania, Molise e Basilicata. Esposito è accusato, con la sua condotta, di avere colluso con le altre persone arrestate.

I fatti di corruzione per i quali si è proceduto al fermo riguardano pagamenti corruttivi in favore del Rup Gustavo Anaclerio, per una tangente di circa 70.000 euro, e di Antonio Sommese, per una somma di 15.000 euro, destinata poi a finanziare la campagna elettorale di Pasquale Sommese, per le elezioni regionali del 2015. In relazione ai fatti esposti Gustavo Anaclerio, Luigi Marrone, Antonio Piccolo e Pasquale Viro sono risultati destinatari della custodia cautelare in carcere, mentre nei confronti di Catello Esposito sono stati applicati gli arresti domiciliari.

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