Assieme a Daisy Ridley, l’amatissima Rey di Star Wars, l’ospite d’onore della giornata odierna al Giffoni Film Festival è stato Toni Servillo, acclamatissimo dai giovani giurati della kermesse fondata a diretta da Claudio Gubitosi. “Giffoni è un segnale di resistenza, rappresenta la voglia di non cedere alla paura e agli allarmismi. È un messaggio di vita – ha sottolineato l’attore e regista casertano, durante l’incontro tenutosi nell’ambito della sezione Giffoni Impact – nonostante questo terribile flagello. Dubito di chi dice che dopo la pandemia tutto sarà diverso, perché la voglia di raccontare storie e di mettere in scena quella grande festa dei sensi, che è ad esempio il teatro, resterà la stessa. Sono trascorsi dieci anni da quando sono venuto qui la prima volta e devo dire che ho riscontrato la stessa determinazione e la stessa passione. A parte il distanziamento imposto dall’emergenza sanitaria, il cuore pulsante del festival non è cambiato. Il messaggio più contagioso che viviamo in questa edizione – ha poi aggiunto – è l’amore per la vita, in un momento storico che invece ci abitua alla morte. In questo senso Giffoni è unico, perché è capace di mettere insieme giovani appassionati di cinema che possono incontrarsi e confrontarsi. Ho avuto modo di vedere il documentario realizzato per il cinquantennale. Mi ha colpito, tra le tante, la testimonianza di Wim Wenders. Il fatto che venendo qui ha ritrovato il bambino che è in lui. Questo rispecchia molto la dimensione pedagogica del festival. Vedendolo si capisce che il cinema è l’occasione per rilanciare argomenti più complessi. È un’opportunità che consente ai ragazzi di conoscere la varietà del mondo e che fa loro amare la vita. Conservare lo stupore dell’infanzia è fondamentale. I giovani non sono vasi vuoti da riempire con il nostro sapere. Questo è il luogo per eccellenza dove viene sfatato un luogo comune su una gioventù non curiosa e non attenta. A Giffoni è rappresentato il suo lato migliore”.
Servillo – premiato a Giffoni per la sua inimitabile carriera – è reduce dal set del nuovo film di Mario Martone, Qui rido io, nel quale veste i panni del grande attore e commediografo Eduardo Scarpetta. Sul film, però, si limita a dire che “le riprese sono terminate il 30 luglio. Io e Mario siamo legati da un antico rapporto di stima e di amicizia”, mentre annuncia che a novembre inizieranno le riprese di Dall’interno, il nuovo lavoro di Leonardo Di Costanzo, uno tra gli autori di cinema del reale più apprezzati a livello internazionale. Nel film, Servillo reciterà assieme ad Alba Rohrwacher e Silvio Orlando: “È una sfida che noi che amiamo il suo cinema accettiamo con piacere”. Ma le curiosità dei giffoners sono davvero tantissime, per esempio a proposito del mestiere di attore: “Tutti i personaggi sono difficili. Lo sono ancora di più – risponde Servillo – quelli ispirati alla realtà perché il pubblico nutre aspettative. Ai ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera direi: ci vogliono impegno, sacrificio e dedizione. Non è una porta facile per il successo”.

