Scuola, i sindaci campani chiedono il rinvio delle lezioni a fine settembre
Alla vigilia del suono della campanella diversi timori serpeggiano tra insegnanti e medici di base. I primi cittadini campani pronti a scrivere all'Anci
Dopo la fumata nera della Conferenza Governo-Regioni sulle modalità e le direttive da adottare per la ripartenza della scuola, i sindaci campani corrono ai ripari e sono pronti a elaborare un documento da presentare attraverso l’Anci in cui si chiede esplicitamente di rinviare le lezioni a fine settembre, dopo la tornata elettorale che interesserà la Regione e alcuni Comuni della Campania. Le date per la riapertura degli istituti scolastici potrebbero ricadere tra la penultima e l’ultima settimana di settembre, tra il 24 e il 28, o addirittura a inizio ottobre qualora dovessero aumentare i contagi da Covid-19 e chiudere gli istituti scolastici il 15 giugno del 2021.
La situazione nelle scuole campane appare critica. I banchi monoposto annunciati dal commissario Arcuri arriveranno in Campania solo verso la fine di agosto; mancano per ora gli igienizzanti e le mascherine, mentre per i termoscanner annunciati dalla Regione ci vorrà ancora del tempo. Inoltre la tornata elettorale che vedrà lo svolgimento in contemporanea delle elezioni regionali, delle amministrative e del referendum costituzionale metterà a dura prova i presidi degli istituti, che dovranno predisporre nel giro di pochissimi giorni la sanificazione degli edifici scolastici. I nodi da sciogliere e le problematiche da affrontare verranno presentate dai sindaci al presidente dell’Anci Campania Carlo Marino, al presidente della Regione Vincenzo De Luca e alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. I sindaci campani chiedono a ragion veduta maggiori certezze sui tempi e sulle modalità di riapertura della scuola, al fine di non farsi trovare impreparati di fronte all’emergenza sanitaria che si sta via via riacutizzandosi in Campania.
Il caos non riguarderebbe solo la riapertura degli edifici scolastici, ma anche l’organizzazione del trasporto pubblico e i test da effettuare sul personale docente e sui dipendenti scolastici. A oggi, infatti, stando ai dati pubblicati dalla protezione civile, solo lo 0,7% degli insegnanti ha effettuato i test sierologici, mentre tra i medici di base campani ci sono forti preoccupazioni. La Federazione italiana medici di medicina generale di Napoli ha annunciato che è pronta ad accogliere nei propri studi gli insegnanti e il personale scolastico per effettuare i test, ma non tutti i medici sono d’accordo in quanto, finché non saranno chiariti i protocolli da adottare e le procedure da seguire, un possibile sovraffollamento degli studi non potrebbe garantire le condizioni standard di sicurezza. Nel frattempo, come confermato dagli stessi medici di base, i kit scarseggiano e molti insegnanti sono in attesa da settimane per poter effettuare il test.
La Regione Campania, per far fronte a queste incombenze, ha stabilito che ogni Asl avesse un percorso dedicato per il personale della scuola, in maniera tale da non creare code chilometriche di richieste, ma a oggi il servizio funziona a singhiozzo. La delicatezza della situazione è stata confermata anche dall’assessore regionale all’Istruzione Lucia Fortini e i nodi da sciogliere per far ripartire in Campania la scuola in piena sicurezza sono tanti, specie per quel che riguarda la gestione delle “classi pollaio” e del trasporto pubblico. Su quest’ultimo punto è intervenuto il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che ha richiesto l’utilizzo di mezzi e di risorse aggiuntive dedicate esclusivamente al trasporto scolastico. Per far fronte a questa problematica è intervenuto anche il presidente nazionale dell’Anci Antonio De Caro che alla vigilia della riapertura delle scuole ha chiesto una norma specifica sulle assunzioni e un finanziamento aggiuntivo da duecento milioni di euro da utilizzare esclusivamente per il trasporto scolastico.
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