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Home Società

Social media e cardioncologia, nuove frontiere per i pazienti

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
2 Febbraio 2020
in Società

L’uso dei social media nella vita di tutti i giorni è una costante, a qualsiasi età. Forse, però, non tutti comprendono a pieno le potenzialità di questo strumento nel delicato rapporto medico-paziente. Potenzialità che sono state esposte al Congresso internazionale di Cardioncologia, tenuto nella suggestiva sede dell’Hotel Excelsior di Napoli. I due co-presidenti del Congresso, il direttore della struttura complessa di cardiologia Nicola Maurea e il direttore del dipartimento di oncologia senologica dell’istituto tumori fondazione Pascale Michelino de Laurentiis, sono stati affiancati da Attilio Bianchi, direttore generale e Gerardo Botti, direttore scientifico, nonché dalla partecipazione d’oltreoceano dell’Md Anderson Cancer Center di Houston, università del Texas.

“Gli studi dimostrano – affermano con convinzione de Laurentiis e Maurea – che il sostegno reciproco tra persone malate di cancro attraverso le community online può essere molto efficace perché si riduce lo stress, cosa che va a vantaggio della motivazione del paziente all’interno del suo percorso terapeutico”. I pazienti, soprattutto quelli oncologici, fanno largo uso del web e dei social media, come dimostra un’indagine realizzata dall’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri su pazienti coinvolti tramite l’Associazione italiana malati di cancro. È risultato che un paziente su tre utilizza almeno un’app dedicata alla salute e 7 su 10 le ritengono utili per comprendere al meglio il proprio stato di salute. Whatsapp e le email invece sono usati per la comunicazione veloce con il proprio medico.

Ha partecipato al Congresso anche l’autore della relazione Come l’uso dei social media può migliorare la ricerca e la pratica clinica in cardioncologia, Juan C. Lopez-Mattei, che ritiene fondamentale la presenza sui social da parte degli specialisti. In particolare Twitter, usato per dialogare con i colleghi in tempo reale in tutto il mondo. “Più si costruiscono relazioni attraverso twitter – precisa Lopez-Mattei – più nascono le collaborazioni e più si espande il network accademico”.

Tornando alle community online, sia Maurea sia de Laurentiis riconoscono non solo il successo che queste piattaforme stanno avendo, ma anche il concreto aiuto e supporto che danno ai pazienti. “Grazie a queste realtà – afferma Maurea – i pazienti non si sentono soli nell’affrontare la propria malattia. L’esempio positivo di un paziente può incoraggiare gli altri ad imitarlo e a darsi forza vicendevolmente. Il contatto tra persone che hanno vissuto l’esperienza del cancro può essere molto efficace nel ridurre lo stess psicologico”.

Michelino de Laurentiis conclude: “Inoltre– all’interno delle community online si dialoga in tempo reale con gli altri, superando qualsiasi tipo di barriera, da quelle anagrafiche a quelle geografiche, fino a quelle sociali; possiamo parlare di una interazione realmente democratica. Inoltre, poiché si condividono le stesse sensazioni ed emozioni, gli appartenenti alla community sono pronti non solo a raccontare ma anche ad ascoltare, aiutando la cosiddetta ‘gestione emozionale’ della malattia e sopperendo alla carenza di empatia che ancora troppo spesso esiste nel rapporto tra medico e paziente”. 

 

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Tags: Napoli
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