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Home Società

“Non sei sola”, l’associazione di Aversa che resiste alla violenza

Emanuele Di Donato di Emanuele Di Donato
3 Febbraio 2020
in Società

La violenza di genere è una piaga ingombrante nella nostra problematica società, un mostro che fa sentire la sua presenza insistente, un mostro che crea danni fisici e psicologici. Alle urla di terrore causate dalle violenze, tuttavia, fanno da contrappeso gli impauriti silenzi delle denunce che non ci sono mai state. Mancanza di coraggio, paura, traumi: queste i principali parassiti che impediscono ai verdi alberi della società di nascere e crescere rigogliosi. Ma il silenzio, storicamente in grado di assordare più di qualsiasi rumore, viene combattuto da persone stanche di subire e avide di cambiamento. Persone come i membri dell’associazione “Non sei sola”, sportello d’ascolto contro la violenza di genere.

Nata nel marzo 2014, ad Aversa, l’associazione è riuscita in questi sei anni ad entrare prepotentemente in campo con eventi, convegni, seminari, corsi di formazione e incontri di sensibilizzazione, avendo sempre davanti l’obiettivo dell’assistenza psicologica e legale a tutte le vittime di violenza di genere. Le volontarie, tante e tutte disposte ai sacrifici che comporta un’associazione del genere, sanno che bisogna sempre avere a cuore un progetto, difenderlo e portarlo avanti per creare una sensibilità generale. Avvicinare donne in difficoltà, responsabilizzare uomini, coinvolgere giovani fin da subito al rispetto dell’altro: tutte classificabili come opere di bene, ma che in realtà dovrebbero far parte della normale attività di coscienza comune.

L’associazione aveva realizzato anche delle azioni tangibili, creando simboli come il Muro delle Bambole, posto all’ingresso della casa comunale di Aversa, o la Panchina rossa, installata lo scorso anno all’interno del Parco Pozzi. Simboli che sono stati vandalizzati e mancati pesantemente di rispetto: rubate più volte le bamboline affisse al muro, targa sottratta, invece, dalla panchina. Colpi bassi che vanno a minare lo spirito di condivisione e altruismo che animavano le installazioni. L’associazione “Non sei sola” ha inteso la propria attività come manifestazione di una simbolica mano tesa nei confronti di chiunque ne avesse bisogno. I suoi membri, però, comprendono anche che il buon esempio non può provenire da tutti: la malvagità e l’indifferenza sono parole pericolose, e diventano ancora più pericolose quando si trasformano in azioni.

L’associazione ha così deciso di continuare a mostrare il suo lavoro di volontariato, denunciando gli atti vandalici e sistemando le installazioni. I simboli, le buone azioni, le immagini che provengono dall’associazione “Non sei sola”, così come tutte le altre associazioni a tutela dei cittadini, sono necessarie per informare, smuovere le coscienze ed educare tutti, soprattutto i più influenti, al rispetto e al bene delle persone, dei più deboli, dei più bisognosi. Simboli, più o meno concreti, che abbiamo il dovere di salvaguardare e perseguire, per direzionare la parte ‘guasta’ della società sui binari giusti.

 

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