Calcio al via #02 / Serie A: il Napoli è ancora un cantiere aperto ma punta in alto
La squadra azzurra inizia domani mattina a Parma il suo campionato e si presenta con una rosa di ottimo livello ma con alcuni dilemmi tecnico-tattici da risolvere. Grande attesa per il nuovo centravanti Victor Osimhen
Ai blocchi di partenza della Serie A che inizia oggi pomeriggio, il Napoli si presenta con una rosa forte e competitiva, ma che deve ancora essere completata in alcuni suoi tasselli e che, soprattutto, dà l’idea di essere ancora una sorta di cantiere in piena evoluzione. E sarà così, probabilmente, almeno finché, il 5 ottobre, non si chiuderà un calciomercato che potrebbe persino modificare in modo sostanziale gli equilibri tra le varie contendenti. I partenopei, comunque, puntano in alto e vogliono perlomeno ritornare in Champions League.
Forte di una seconda parte della stagione scorsa – quella stranissima e, si spera, irripetibile della quarantena – durante la quale ha mostrato di aver pienamente superato lo shock della traumatica chiusura del breve ciclo di Carlo Ancelotti come allenatore (dopo l’altrettanto traumatica fine del triennio sarriano), la squadra azzurra ha trovato in Rino Gattuso il suo nuovo condottiero nonché leader spirituale, con l’allenatore di origini calabresi che ha saputo ridare fiducia e sicurezza all’ambiente e, addirittura, è riuscito a portare a casa un’insperata vittoria in Coppa Italia (peraltro, superando una dopo l’altra Lazio, Inter e Juventus). In Serie A, invece, il terzo posto nella classifica post-lockdown dietro Milan e Atalanta è sembrato più in linea col vero valore della rosa partenopea, anche se poi, in realtà, il torneo 2019-2020 è stato concluso su quello stesso settimo gradino della classifica occupato quando in panchina era ancora seduto Ancelotti.
Le principali certezze del nuovo Napoli che esordirà domani alle 12.30 in casa del Parma (con 1.000 spettatori sugli spalti, dopo l’ordinanza della Regione Emilia-Romagna) sono legate innanzitutto al modulo tattico di riferimento, il 4-3-3 di chiara ispirazione “sarriana”, ma anche ad alcuni principi di gioco ricorrenti, a partire dalla costruzione della manovra dal basso attraverso una fitta rete di passaggi che presuppone tecnica e velocità di pensiero e di gamba da parte di tutti gli interpreti coinvolti (portiere compreso). Durante il ritiro di Castel di Sangro, Gattuso ha provato anche alcune variazioni tattiche, virando spesso verso il 4-2-3-1 e le altre possibili declinazioni del 4-4-2, ma la sensazione è che, almeno in partenza, l’allenatore resterà ancorato alle proprie idee consolidate. Per quanto riguarda gli uomini, il Napoli 2020-2021 riparte da punti fermi che, ruolo per ruolo, si chiamano Di Lorenzo (ormai, impostosi tra i migliori terzini destri italiani) in difesa, Fabian Ruiz e Zielinski a centrocampo e capitan Insigne e il recordman azzurro di gol Mertens in attacco, dove invece andranno inseriti e valutati i due nuovi centravanti Osimhen e Petagna, ma anche colui che, da quanto mostrato durante la preparazione, sembra a tutti gli effetti un nuovo acquisto, cioè Hirving Lozano.
L’allenatore del Napoli, Gennaro Gattuso
I rebus da risolvere al più presto, però, sono ancora tanti. Reparto per reparto, non si può che iniziare dal ruolo del portiere, per il quale – almeno stando alle dichiarazioni di queste settimane – sembra doversi riproporre un ballottaggio tra il veterano Ospina (più bravo con i piedi e, quindi, più adatto all’idea di calcio di Gattuso) e quello che secondo la maggior parte degli osservatori europei è tra i due-tre più forti estremi difensori under 24 del continente, ovvero Alex Meret, che peraltro spinge per giocare con continuità col Napoli per mettersi in mostra anche di fronte al commissario tecnico Roberto Mancini, nella stagione che vedrà poi l’Italia impegnata nei campionati europei rinviati quest’anno a causa della pandemia da Covid-19.
Alex Meret
In difesa, quindi, c’è il dilemma legato alla possibile partenza o meno verso lidi più dorati da parte di Koulibaly, che qualora dovesse invece restare per un altro anno all’ombra del Vesuvio si riproporrebbe – nonostante le svagatezze della scorsa stagione – come titolare indiscusso al centro della difesa, facendo tornare d’attualità di conseguenza il dubbio (ma è qualcosa in più di un semplice dubbio) di una coesistenza tecnico-tattica con Manolas che nel campionato passato è stata quasi sempre deficitaria, per non dire disastrosa. A quel punto, tornerebbe a essere fondamentale la presenza di Maksimovic, a sua volta dato in partenza ma che ha invece ampiamente dimostrato di potersi abbinare con profitto ai due più blasonati colleghi, innalzandone di volta in volta le prestazioni. Nello stesso ruolo di difensore centrale, peraltro, il Napoli ha inserito anche il terzo nuovo acquisto di un certo livello, il ventiseienne kosovaro Amir Rrahmani, rivelazione della Serie A 2019-2020 con la maglia dell’Hellas Verona e già pronto a dire la sua con autorevolezza anche tra gli azzurri.
Kalidou Koulibaly con la fascia di capitano durante l’amichevole col Pescara
Se il trio titolare di centrocampo appare consolidato e ben assortito con le stelle Fabian e Zielinski come interni a destra e sinistra e l’ordinato e tosto Diego Demme ad alternarsi come regista centrale con lo slovacco Lobotka, serve almeno un’alternativa in più in panchina, dove attualmente c’è il solo Elmas, destinato quest’anno alla definitiva consacrazione, ma dove non è stato ancora sostituito con un incontrista di livello almeno paragonabile al suo quell’Allan ceduto all’Everton di Ancelotti. Dunque, se il Napoli dovesse giocare con continuità col 4-3-3 si troverebbe ad avere cinque centrocampisti in totale in rosa per tre ruoli da titolari, mentre l’ideale, anche nei piani di Gattuso, è poter gestire una coppia per ciascun ruolo: dunque, serve un sesto centrocampista di buon livello, magari con caratteristiche diverse rispetto a quelle di chi è già in azzurro.
Diego Demme
L’attacco, infine, è certamente il reparto più forte e in prospettiva stimolante. Gli innesti di Osimhen e Petagna dovrebbero dare al nuovo Napoli qualcosa di diverso e di più rispetto a ciò che già aveva a disposizione prima. Il ventunenne nigeriano acquistato per 80 milioni di euro dal Lille (nettamente l’acquisto più oneroso nell’intera storia del club partenopeo) è un attaccante potente e molto veloce, peraltro ancora in piena evoluzione tecnico-tattica. Nelle amichevoli estive ha mostrato di avere un buon istinto per il gol e di puntare con continuità e con una certa cattiveria verso la porta avversaria. Da parte sua, Andrea Petagna (guarito del tutto dal Coronavirus che lo aveva colpito prima del ritiro azzurro) sembra perfetto per creare spazi nei quali far inserire gli esterni d’attacco partenopei e i centrocampisti offensivi, con i quali può essere in grado di dialogare da vero e proprio “pivot” grazie a una discreta tecnica individuale, che s’abbina a una prestanza fisica semplicemente spaventosa. Grazie alla loro presenza, dovrebbe essere assorbita senza troppi traumi la cessione di Milik, mentre ogni tifoso azzurro sa già che si farà sentire ben presto l’assenza di colui che per sette stagioni ha occupato stabilmente la fascia destra del fronte offensivo, cioè José Callejòn, calciatore insostituibile come pochi altri a causa di un’unicità tattica che ne ha fatto un punto fermo sotto tutti gli allenatori che si sono succeduti in questi anni alla guida del Napoli. Ma qui dovrà essere bravo Gattuso, impostando in modo completamente diverso quel ruolo, senza tentare di inserire in rosa qualche copia sbiadita di Callejòn. Appare molto affascinante, per esempio, l’idea di far tornare a giocare largo a destra (come fa a volte anche nella nazionale belga) Dries Mertens, seppure con compiti diversissimi rispetto a quelli dello spagnolo. Ma la sensazione è che possa dire la sua anche il ritrovato Lozano visto quest’estate, col solido Matteo Politano come alternativa sempre pronta all’uso e Younes (se non dovesse partire) a fare da vice dell’inamovibile capitan Lorenzo Insigne sull’altra fascia.
Victor Osimhen esulta dopo un gol in amichevole assieme a Lorenzo Insigne
Per il match di domani mattina a Parma, Gattuso può contare sulla rosa al completo e ha convocato i seguenti calciatori: Meret, Ospina, Contini; Di Lorenzo, Ghoulam, Hysaj, Koulibaly, Luperto, Maksimovic, Manolas, Rrahmani, Mario Rui; Demme, Elmas, Lobotka, Fabian Ruiz, Zielinski; Insigne, Lozano, Mertens, Osimhen, Petagna, Politano. Si giocherà alle 12.30, probabilmente in un clima molto caldo. A dirigere il match ci sarà l’arbitro Mariani di Aprilia, con assistenti Prenna e Margani, quarto uomo Ros e al Var Aureliano e Del Giovane. La diretta televisiva è in programma su Dazn.
A questo link, invece, è possibile leggere la presentazione della nuova stagione del Benevento neo-promosso in Serie A.
AGGIORNAMENTO: Intanto, tornando a Parma-Napoli, ecco le formazioni ufficiali annunciate dai due allenatori Liverani e Gattuso. I ducali scendono in campo schierati col 4-3-1-2 e con Sepe; Darmian, Iacoponi, Bruno Alves, Pezzella; Grassi, Brugman, Hernani; Kucka; Inglese, Cornelius. I partenopei rispondono col consueto 4-3-3 e con Ospina; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Hysaj; Fabian Ruiz, Demme, Zielinski; Lozano, Mertens, Insigne. Fischio d’inizio alle ore 12.30.
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