Report Legambiente sulla qualità dell’aria: Campania bocciata
Maglia nera per Napoli e Benevento. Concentrazione di polveri sottili sopra la norma anche nell'hinterland napoletano, in provincia di Caserta e in Irpinia
Legambiente ha pubblicato il report sulla qualità dell’aria nelle principali città italiane. Spulciando i dati regione per regione ne emerge un quadro estremamente negativo: oltre l’85% dei centri italiani sono inquinati e, a fare da fanalino di coda nella classifica, ci sono le grandi città come Roma, Torino e Milano. In Campania tuttavia la situazione non è delle migliori: tutti i capoluoghi sono in lista con un voto inferiore alla sufficienza. In una scala di valutazione da 1 a 10, l’unica grande città campana a ottenere un 4 scarso è stata Avellino, mentre le restanti hanno ottenuto un misero 3. Stando ai dati raccolti dall’Arpac ed elaborati da Legambiente, le città peggiori sono Benevento e Napoli: qui le centraline dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale hanno più volte registrato uno sforamento dei limiti stabiliti dall’Oms sulla quantità di sostanze inquinanti presenti nell’aria.
Lo studio condotto da Legambiente con la collaborazione dell’Isde, l’associazione dei medici per l’ambiente, è stato denominato “mal’aria” e analizza la presenza di agenti inquinanti atmosferici nell’arco di cinque anni, in un periodo di tempo che va dal 2014 al 2018. I parametri di analisi tengono in considerazione i valori massimi sanciti dall’Organizzazione mondiale della sanità per quel che riguarda la concentrazione media annua nell’aria delle polveri sottili (Pm 10 e Pm 2,5) e del biossido di azoto (No2). Le città campane devono fare particolarmente i conti con il mancato rispetto dei limiti previsti per le polveri sottili, la cui concentrazione si registra soprattutto nelle aree urbane maggiormente soggette alla produzione di smog e di sostanze inquinanti generate dall’attività umana. Secondo le ricerche condotte dall’Oms e dall’Aiarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, il particolato viene classificato come sostanza cancerogena, in grado cioè di sviluppare e di favorire l’insorgenza di tumori. Una condizione che non può essere slegata dalla continua emergenza roghi che affligge le province campane, soprattutto quelle di Napoli e Caserta, così come denunciato anche dal Wwf.
L’inquinamento atmosferico colpisce soprattutto la provincia di Napoli, dove le maglie nere vanno ai comuni di Volla, di San Vitaliano, di Pomigliano d’Arco e di Acerra. Nel Salernitano invece le città più inquinante risultano essere quelle dell’Agro nocerino-sarnese con Nocera Inferiore in testa alla classifica. Se la passa male anche l’Agro aversano, specialmente la città di Aversa, che ha sforato per ben 38 volte i limiti previsti per le polveri sottili. A lanciare l’allerta è soprattutto Mariateresa Imparato, presidente della sezione campana di Legambiente, che evidenzia come le città siano al centro della sfida ambientale. Per liberare le città da smog e inquinamento serve un intervento concreto da parte delle istituzioni volto a incrementare e potenziare il sistema dei trasporti, disincentivando il trasporto privato a favore di quello pubblico e affrontando contestualmente anche le problematiche legate all’emergenza sanitaria. In più c’è bisogno di azioni concrete volte a contrastare il drammatico fenomeno dei roghi tossici e degli sversamenti di rifiuti illeciti nella tristemente famosa Terra dei fuochi.
“Per tutelare la salute delle persone – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – bisogna avere il coraggio e la coerenza di definire le priorità da affrontare e finanziarie. Le città sono al centro di questa sfida. Serve una politica diversa che non pensi solo ai blocchi del traffico e alle sporadiche misure anti-smog. Il Governo italiano ha un’occasione irripetibile per modernizzare il Paese scegliendo la strada della lotta alla crisi climatica e della riconversione ecologica”. “L’inquinamento – spiega Andrea Minutolo, responsabile scientifico dell’organizzazione ambientalista – è un fenomeno complesso e dipende dai fattori urbani e industriali che caratterizzano le città e i loro hinterland. Nonostante gli accordi che negli anni sono stati stipulati tra Governo e Regioni per ridurre l’inquinamento manca ancora una strategia nazionale per risolvere il problema. La lotta a favore dell’ambiente prevede tuttavia anche dei sacrifici e dei cambi di abitudine da parte dei cittadini. Bisogna impegnarsi per realizzare città più vivibili e a misura d’uomo”.
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