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Home Ambiente

Terra dei fuochi, ancora roghi nell’Agro atellano. Alessandro Gatto (Wwf): “Lo Stato da solo non ce la fa”

Dopo Orta di Atella e Frattaminore anche a Cesa ha preso fuoco un terreno, fortunatamente solo di sterpaglie. I vigili del fuoco non escludono l'atto doloso

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
14 Settembre 2020
in Ambiente
Incendio

Non accennano a diminuire. Con frequenza e accanimento, gli incendi nella Terra dei fuochi hanno ripreso vigore, soprattutto in questi mesi estivi. Un calvario per l’intero territorio compreso tra le province di Napoli e Caserta che ha visto come baricentro, nelle ultime settimane, l’Agro atellano. Dopo i recenti roghi di Orta di Atella e Frattaminore, l’ultima notizia in ordine di tempo arriva da Cesa, col sindaco Enzo Guida che ha postato una serie di foto e un commento sulle fiamme che hanno avvolto l’area denominata ex Campo del parroco. A poche centinaia di metri dalle abitazioni, scrive Guida, “le fiamme si sono propagate partendo dall’ingresso di via Berlinguer e si è incendiata la parte che, un tempo, era il rettangolo di gioco. Il fumo, inevitabilmente, ha invaso il paese. Tempestivo è stato l’intervento dei vigili del fuoco. Mai, in questi anni, si era incendiata quella che è stata, fino a giugno 2020, una proprietà privata. Sono stato sul posto e i vigili del fuoco non hanno elementi per escludere che si tratti un incendio doloso”, è l’amara conclusione del primo cittadino.

Da parte sua, Alessandro Gatto, coordinatore vigilanza ambientale del Wwf Campania, spiega perché si è avuta un’impennata dei roghi sul territorio: “L’altra domenica – esordisce Gatto – siamo riusciti a far arrestare una persona che stava appiccando e alimentando un fuoco con rifiuti in una zona di Cancello Arnone, limitrofa a Villa Literno. Questo dimostra come sono diversi i personaggi responsabili della ripresa degli incendi in questo periodo estivo. Ripresa visibile a tutti, ma in effetti la problematica non si è mai ridotta drasticamente. In estate si bruciano le sterpaglie, l’erba secca e nell’erba capita spesso di buttare rifiuti di ogni genere. Poi ci sono le situazioni di chi deve smaltire i rifiuti, e non parlo della grande criminalità. Ci sta il piccolo imprenditore o artigiano che magari esegue una ristrutturazione e lavora in nero: naturalmente non sa dove smaltire il materiale di risulta. Una quota di responsabilità è anche dei coltivatori. Non voglio generalizzare, però alcuni contadini se ne fregano, ad esempio bruciando i teloni di plastica delle serre. Poi l’ultimo anello della catena sono i rom, che per sbarcare il lunario incendiano i rifiuti, soprattutto elettrodomestici”, conclude Gatto.

Gatto lancia un appello ai cittadini, per segnalare alle autorità competenti gli incendi dolosi. “Anche il cittadino deve contribuire alla scoperta dell’incendio. In una sorta di sussidiarietà, deve dare una mano allo Stato, perché lo Stato, ormai lo abbiamo capito, da solo non ce la fa. C’è bisogno di un presidio permanente, di un pungolo, di un occhio sul territorio, in tutte le fasce orarie. Come Wwf abbiamo fatto 150 denunce in un anno, tra Napoli e Caserta, e di tanto in tanto riusciamo a beccare qualcuno. I numeri da contattare, in caso di roghi, sono il 1515 o il 112 e tutti i numeri di emergenza di carabinieri, forestale, vigili del fuoco e polizia municipale”.

A proposito di polizia municipale, il comandante di Orta di Atella Pasquale Pugliese lancia un allarme riguardante il personale: “Abbiamo un territorio vastissimo con sole due unità di agenti di polizia locale, di cui uno prossimo alla pensione, per 27mila abitanti e un ente comunale con risorse finanziarie devastate. Non possiamo assicurare un servizio costante di controllo per quanto riguarda gli incendi. In questi casi intervengono i vigili del fuoco, i forestali dei carabinieri o la polizia”.

Il sindaco di Frattaminore Giuseppe Bencivenga interviene sull‘incendio che si è sviluppato a ridosso del confine con Sant’Arpino. “In effetti è stato un rogo che ha coinvolto 100 metri quadrati di terreno, con delle sterpaglie e due pioppi incendiati. Nessun rifiuto pericoloso. È un pezzo di terreno ben curato, in parte coltivato, in cui assolutamente non c’è nulla di tossico: al massimo, forse, qualche busta di spazzatura. Non so dire se l’incendio è stato di natura dolosa, se c’è stato qualche cretino che si è divertito a dare fuoco alle sterpaglie, cosa comunque illegale. La cosa negativa è stato il fumo, che con il vento, purtroppo, si è diretto verso Sant’Arpino”.

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Tags: cesaFrattaminoreOrta di Atellasant'Arpinowwf
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