Solo nelle ultime ventiquattr’ore la Campania ha registrato ben 390 positivi su 8.311 tamponi: sono numeri mai visti prima, che fanno preoccupare. Il pensiero corre subito agli ospedali, per la paura che possano ingolfarsi e precipitare in una crisi sanitaria difficile da gestire. Una paura non del tutto infondata, poiché a lanciare l’allarme è uno specialista del polo infettivologico dell’Azienda ospedaliera dei Colli-Cotugno di Napoli, il quale ha segnalato a la Repubblica la complessa situazione di questi ultimi giorni. Con l’aumentare dei casi di Coronavirus inizia a diventare problematico gestire i posti del nosocomio, soprattutto nei reparti legati alle degenze ordinarie, dove, attualmente, gli ottanta posti letto sono tutti pieni. Il sovraffolamento si registra soprattutto la sera, dove le persone, temendo un peggioramento dei sintomi durante la notte, si rivolgono al pronto soccorso. Appare sempre più difficile, quindi, gestire sia una nuova ondata di terapie legate ai malati di Covid-19 sia quelli ordinari.

Una segnalazione simile era stata già condivisa pochi giorni prima da Maurizio Di Mauro, direttore generale del Cotugno di Napoli. Ai microfoni di Radio Crc Targato Italia, il dirigente aveva sottolineato come i nuovi contagi da Covid-19 non siano più legati a casi di ritorno, ma a piccoli focolai scoppiati all’interno del territorio regionale. Di Mauro era apparso timoroso riguardo l’abbassamento del grado di attenzione dei cittadini, soprattutto durante situazioni dove, inevitabilmente, si creano assembramenti: “Ho seguito eventi come quello di San Gennaro – aveva proseguito Di Mauro a Radio Crc – ho visto troppe persone non indossare la mascherina e non rispettare il distanziamento. Non c’è più controllo. L’età media si sta rialzando e ciò vuol dire che a pagarne le conseguenze sono le persone più anziane o che hanno patologie pregresse”. Il direttore aveva poi concluso l’intervento descrivendo la situazione del Cotugno, dove si sta riempiendo di nuovo la zona adibita per i pazienti affetti da Covid-19.

