Non ce l’ha fatta il vescovo di Caserta, monsignor Giovanni D’Alise, che è deceduto questa mattina nell’ospedale di Caserta, dove era ricoverato da quattro giorni, dopo che era risultato positivo al Coronavirus. L’alto prelato aveva 72 anni e la notizia della sua morte per Covid-19 (ha avuto una complicazione al cuore ed è stato un infarto a stroncarlo) ha sconvolto l’intera diocesi di Terra di Lavoro. Da qualche giorno prima del ricovero, monsignor D’Alise accusava alcuni possibili sintomi dell’infezione, così s’era ritirato a scopo precauzionale nei propri appartamenti e, dopo che ieri aveva rilevato anche qualche linea di febbre, aveva preferito recarsi in ospedale per un controllo. Nel nosocomio casertano, quindi, è stato subito sottoposto a tampone, che ha rilevato la presenza del Sars-CoV-2 nel suo organismo, facendo scattare così il ricovero immediato nel reparto dedicato ai pazienti con sintomatologie non gravi.

Il vescovo D’Alise era alla guida della sede vescovile di Caserta dal 18 maggio 2014. Nato a Napoli il 14 gennaio 1948, aveva frequentato la scuola media nel seminario di Acerra, il ginnasio nel seminario di Capua e poi l liceo in quello di Benevento. Aveva conseguito la licenza in Teologia presso la Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale ed era stato ordinato sacerdote il 23 settembre 1972, svolgendo quindi il ministero di vicario cooperatore nella parrocchia di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori a Cancello Scalo, dal 1974 fino al 1990, quando era stato nominato parroco. Dal 2001 al 2004, era stato vicario foraneo della Forania di San Felice-Arienzo.

