Con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, il sindaco di Aversa Alfonso Golia dà il via alla “campagna di autunno” che porterà, secondo le intenzioni dell’amministrazione comunale, al recupero dei crediti del canone idrico non incassati dal Comune negli anni precedenti. “Questa azione – esordisce il primo cittadino nel suo messaggio – non piacerà a chi non ha mai pagato i consumi idrici, storico problema della città. Non piacerà a chi, pensando di essere più furbo degli altri, ha lasciato i contatori intestati a defunti, condomini o società che non esistono più. Sono partite le prime ingiunzioni di pagamento per un importo totale di sei milioni di euro e le verifiche incrociate sugli intestatari dei contatori. Questa azione, resa possibile dal lavoro dell’assessore Francesca Sagliocco che ringrazio, piacerà a chi invece, tra mille difficoltà, ha sempre pagato tutto”. Il primo step dell’azione amministrativa è dunque partito, ma il proposito di Golia e della sua giunta è ben più ampio “L’obiettivo di questa operazione sui canoni idrici – prosegue il sindaco – è di recuperare l’intero importo che ammonta a 18 milioni di euro, soldi che ritornano a disposizione della nostra città”.
Lo stesso assessore al Bilancio Francesca Sagliocco, chiamata in causa dal sindaco, non nasconde la sua soddisfazione, entrando anche nei dettagli dell’operazione messa in campo dall’amministrazione comunale. “Con la Sogert, la nuova società che si occupa della riscossione coattiva, abbiamo fatto partire – esordisce Sagliocco – dieci ingiunzioni di pagamento per i grandi utenti, cioè quei soggetti nei confronti dei quali esistevano i maggiori crediti. Parlo, ad esempio, di un consorzio di condomini per la gestione di un grande parco cittadino, del Comune di Teverola al quale il Comune di Aversa fornisce l’acqua, dell’Istituto autonomo delle case popolari. Questa è l’azione a cui il sindaco fa riferimento nel suo messaggio, con l’ingiunzione di pagamento per i primi 6 milioni di euro. Naturalmente i 18 milioni di euro, se non qualcosa in più, del totale dei crediti sono iscritti al bilancio e, ovviamente, noi pensiamo di recuperarli tutti, altrimenti non li avremmo inseriti. Esiste, dunque, una documentazione a supporto che ci consente il loro recupero e per cui il credito è esigibile”.


