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Home Cronaca

Appalti per 40 milioni di euro: arrestati 7 imprenditori vicini al clan dei Casalesi

L’intera organizzazione si basava sull’assegnazione di lavori di somma urgenza a imprese di riferimento del gruppo camorristico. Nei guai un ex sindaco di Casapesenna

Sara Dell'Aversano di Sara Dell'Aversano
21 Ottobre 2020
in Cronaca
al clan

Ancora storie che legano a un unico filo politica, camorra e imprenditoria. A tal proposito, i carabinieri del Ros, in collaborazione con il comando provinciale di Caserta, hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, emessa dal Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di sette imprenditori, tra cui un ex sindaco di Casapesenna in carica negli anni ’90, indagati per concorso esterno in associazione mafiosa, poiché considerati vicini al clan dei Casalesi.

Tale misura cautelare è il risultato dell’operazione denominata Sistema Medea, coordinata dalla Procura distrettuale di Napoli, grazie al quale è stato possibile rilevare, per l’appunto, un vero e proprio sistema, con a capo Michele Zagaria e l’ormai defunto da diversi anni Francesco Zagaria. L’intera organizzazione si basava sull’assegnazione di lavori di somma urgenza, legati alla rete idrica regionale, a imprese di riferimento del clan, attraverso l’affidamento diretto. Questo sistema illegale, però, riusciva nella propria impresa attraverso l’attività di corruzione e persuasione soprattutto da parte dell’attività politica: azioni, queste, secondo gli inquirenti, rese possibili grazie al contributo del dirigente regionale Tommaso Barbato, già arrestato e condannato in secondo grado di giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa.

Barbato, responsabile del settore ciclo integrato delle acque della Regione Campania fino al 2005, nel tempo, sarebbe stato capace di procurare a diversi imprenditori, che gravitavano intorno al clan Zagaria, commesse in regime somma urgenza, così che i clan potessero usufruire di importanti introiti: una parte degli incassi, infatti, erano destinati al gruppo camorristico e il restante alle attività di corruzione. Dalle indagini attuate, è emerso che altre dieci aziende, le quali fanno capo a sei dei destinatari della misura cautelare, dal 2001 al 2005, avrebbero beneficiato di tale sistema illegale di assegnazione di appalti e lavori in somma urgenza per un totale di commesse per oltre 40 milioni di euro. Le dieci imprese edili sono state così sottoposte a sequestro preventivo, per un valore di circa un milione di euro.

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Tags: clan dei casalesi
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