Zona rossa a Orta di Atella, politica e associazioni: “Ci sentiamo abbandonati”
Forza Italia chiede la sospensione dei pignoramenti, per Socialisti e Democratici serve un "cambio di passo", mentre Città Visibile parla di "cittadini lasciati soli"
Un’intera città chiusa nella zona rossa. A Orta di Atella è forte il sentimento di scoramento e di abbandono da parte del tessuto sociale, chiamato a fare i conti con un secondo lockdown dopo quello generalizzato di marzo. Gran parte delle strade della città sono sbarrate dai new jersey fatti installare dall’esercito mentre quattro check point rappresentano, per il momento, gli unici punti di accesso al paese, almeno fino alla revoca del provvedimento prevista per il 4 novembre. La tensione in città è palpabile e la paura si taglia nell’aria con il coltello. Un’intera cittadinanza, a causa dell’aumento dei contagi degli ultimi giorni, ha dovuto fare improvvisamente i conti con un nemico invisibile rappresentato dal virus del Covid-19, a cui ha risposto lo Stato schierando le forze di polizia e l’esercito. La militarizzazione del territorio, però, non ha fatto altro che mettere in evidenza le contraddizioni di una città abbandonata a se stessa. Diverse sono state infatti le reazioni da parte del mondo della politica e dell’associazionismo ortese di fronte a un provvedimento così perentorio.
Sulla vicenda è intervenuto Marco Lettiero, esponente cittadino di Forza Italia, che ha voluto porre l’accento sulle difficoltà economiche che stanno attraversando molte famiglie ortesi. “Dall’inizio della pandemia a essere colpite sono state maggiormente le famiglie in difficoltà, o per mancanza di lavoro, o per situazioni economiche precarie”, spiega l’esponente del centro-destra, che prosegue: “È un momento drammatico per molti cittadini, e per far fronte alle problematiche economiche chiediamo per prima cosa la sospensione dei pignoramenti sui conti correnti per i mancati pagamenti dei tributi”. Lettiero rivolge infine un appello alle commissarie prefettizie che reggono le sorti della città: “Le istituzioni dovrebbero dimostrare maggiore attenzione nei confronti dei bisogni dei cittadini, con azioni mirate alla solidarietà e alla sussidiarietà. La scelta da parte della Regione Campania di istituire la zona rossa per motivi sanitari ha messo in ginocchio interi comparti economici aggravando maggiormente la crisi economica in città”.
Forti malcontenti attraversano anche gli ambienti del centro-sinistra ortese. Il gruppo dei Socialisti e Democratici è infatti preoccupato della situazione in città e chiede maggiore sensibilità e attenzione. “Avevamo chiesto un cambio di passo all’attività della commissione ma tranne qualche timida iniziativa, abbiamo potuto constatare che non si sta amministrando nemmeno l’ordinario”, sostiene il gruppo, che prosegue: “Già dopo il primo lockdown avevamo chiesto una riduzione delle tasse per le attività colpite dalla crisi, eppure sono arrivate puntualmente le cartelle a tariffa piena. L’assenza di un nucleo cittadino della protezione civile non fa che aumentare il sentimento di abbandono da parte dei cittadini i quali non hanno organi né strutture di competenza a cui rivolgersi in caso di difficoltà. Altra nota dolente sono le politiche sociali, con gli uffici completamente sguarniti”. Il giudizio del gruppo politico sulla gestione della città da parte della commissione non è dunque positivo. Molte erano infatti le proposte che erano state avanzate così come i provvedimenti che potevano essere adottati per poter fronteggiare un momento così delicato. I Socialisti e Democratici rivolgono infine un appello ai cittadini affinché prevalga il senso di responsabilità per uscire dalla pandemia.
Sulla questione è intervenuto anche il collettivo Città Visibile che si è soffermato sulla manchevole gestione della crisi sanitaria. “Non vogliamo fomentare gli animi nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria perché sarebbe da irresponsabili ma non possiamo nascondere le nostre perplessità di fronte alla decisione di istituire la zona rossa. La situazione dei contagi sul nostro territorio è preoccupante ma sembra altrettanto evidente che il sistema di tracciamento e di isolamento dei positivi non abbia funzionato”. Il collettivo ortese prosegue: “La commissione è l’organo amministrativo del nostro paese, e lungi dall’alimentare polemiche, appuriamo che di fronte all’avanzata dei contagi in città ci si è mossi male e in ritardo, senza alcun piano di prevenzione, per questo invitiamo le commissarie ad avere una gestione della crisi in maniera più presente e decisa sul nostro territorio”. Conclude infine il collettivo ortese: “Il virus non ha fatto altro che rendere evidente il deserto in cui è stata ridotta la nostra città. Il sentimento di rabbia e la sensazione di abbandono sono forti e lo Stato deve essere presente durante e dopo la pandemia al fianco dei cittadini, quando si dovranno fare i conti con una crisi sociale ed economica mai vista prima”.
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