Un tesoretto di settanta smartphone di varie marche e circa mille euro di fondo cassa in contanti: questo era stato il bottino del pesante furto subito, nel giugno del 2019, da un negozio di telefonia di Quarto, in provincia di Napoli. A seguito del fatto che aveva gravemente danneggiato il lavoro dei titolari dell’attività commerciale erano immediatamente partite le indagini dei carabinieri della tenenza di Quarto Flegreo, che hanno operato sotto il coordinamento della VII sezione della Procura della repubblica di Napoli. Gli uomini delle forze dell’ordine, nel periodo compreso tra giugno e ottobre 2019, hanno investigato sull’effrazione affiancando tecniche moderne, quali l’analisi di tabulati telefonici e l’esame dei filmati dei sistemi di videosorveglianza privata, alle tradizionali attività di osservazione, pedinamento e controllo di soggetti sospetti, riuscendo alla fine a raccogliere un quadro indiziale variegato e coerente.
Il cerchio, al termine dei quattro mesi di indagine, si è rapidamente stretto attorno a due soggetti, pregiudicati e di nazionalità italiana, per i quali il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha rapidamente disposto la misura della custodia cautelare in carcere, a cui è stata data esecuzione dai carabinieri della compagnia di Pozzuoli. Stando alla ricostruzione fornita dai militari, le modalità con cui i due uomini, in concorso fra loro, avrebbero dato esecuzione al furto sarebbe stata estremamente semplice: i rapinatori, approfittando della chiusura del negozio durante la consueta pausa pranzo, sarebbero riusciti ad introdursi nell’attività scassinando la serratura della porta principale, chiusa a chiave pochi minuti prima dai proprietari. Una volta penetrati nei locali, i rapinatori avrebbero trafugato i settanta smartphone presenti al momento nel negozio e svuotato il contenuto della cassa, raccogliendo il tutto in alcuni borsoni a tracolla, per poi uscire in strada confondendosi tra i passanti, come se nulla fosse accaduto.

