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Emergenza Covid-19, oltre 23mila aspiranti specialisti medici attendono ancora l’esito del concorso

Domani protesteranno a Roma e nelle piazze delle principali città italiane per chiedere al Mur di pubblicare la graduatoria definiva e le destinazioni

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
6 Dicembre 2020
in Italia

Più di 23mila aspiranti specialisti di tutta Italia attendono di conoscere il proprio destino, dopo aver partecipato al concorso per l’accesso alle Scuole di specializzazione medica 2020 svoltosi lo scorso 22 settembre: ora, stanchi di aspettare, sono pronti a scendere in piazza. La graduatoria sarebbe dovuta uscire il 5 ottobre, ma è stata rinviata al giorno 26 dello stesso mese. Motivo del rinvio, i ricorsi intrapresi e vinti da numerosi candidati, che hanno costretto il ministero dell’Università e della Ricerca a modificare punteggi e posizioni. Il 26 ottobre, quindi, è stata ufficializzata una graduatoria provvisoria, dopodiché lo stesso Mur ha indicato nel 30 novembre la data in cui assegnare i candidati vincitori alle scuole, ma anche questa scadenza non è rispettata: tutto è stato rinviato al 3 dicembre. Giovedì scorso, però, un’altra doccia fredda per gli aspiranti specialisti medici: con una nota pubblicata sul sito ufficiale il Mur ha rimandato a dopo il 15 dicembre “il cronoprogramma aggiornato delle successive fasi della procedura concorsuale”, cioè la pubblicazione della graduatoria definitiva e l’assegnazione alle scuole.

Ma perché il Mur attende il 15 dicembre? Proprio in tale data il Consiglio di Stato deciderà su ricorsi e controricorsi, così da mettere la parola fine (si spera) alla lunga attesa. Il ministro Gaetano Manfredi assicura, comunque, che tutto questo ritardo “non avrà alcun impatto sul percorso formativo degli specializzandi”, i quali prenderanno servizio, come previsto, il 29 dicembre (altrimenti addio fondi). I giovani medici, però, non ci stanno e hanno indetto per domani una manifestazione a Roma, davanti alla sede del Mur, e nelle piazze delle principali città italiane dal titolo #Sbloccatessm2020. Alcuni sit-in sono già avvenuti, come a Napoli o Cosenza, organizzati da “Chi si cura di Te?” associazione “per la difesa dei diritti e delle tutele di specializzandi, camici grigi, medici di medicina generale in formazione”.

L’ennesima battuta d’arresto del concorso Ssm ha portato gli organizzatori della manifestazione ad avanzare le seguenti proposte: “Sblocco il prima possibile delle assegnazioni, su graduatoria definitiva, se necessario anticipando la data di riunione del Consiglio di Stato; posticipazione della presa di servizio effettiva con la garanzia di non perdere i finanziamenti messi a bilancio per quest’anno; supporto economico per chi dovrà sostenere spese di trasferimento/abitazione con minimo preavviso; l’inizio del percorso di riforma della formazione medica che eviti il ripetersi di scempi come quello che stiamo vivendo, nel rispetto di tutte e tutti noi professionisti della salute. Se non saremo ascoltati – concludono dall’associazione ‘Chi si cura di te?’ – i camici grigi sono pronti allo sciopero”. Stesse richieste arrivano dal Segretariato italiano giovani medici, che evidenzia “lo stato di precarietà e incertezza in cui oggi versano oltre 23mila sanitari”, e dalla FederSpecializzandi, per la quale “migliaia di medici, in attesa di capire quale sarà il proprio futuro, sono presi in giro da una gestione approssimativa affastellata da comunicati tardivi”. Uno stato di agitazione che può, dunque, pesare sulla gestione dell’emergenza sanitaria. Sul lavoro dei camici grigi si reggono, infatti, servizi territoriali come le Usca o il lavoro di tracciamento dei contatti di chi è risultato positivo, senza dimenticare la loro collaborazione nei reparti Covid.

Al centro il ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi

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