Con tredici voti favorevoli (Roberto Romano, Giovanni Innocenti, Domenico Menale, Olga Diana, Mariano Scuotri, Antonio Andreozzi, Paolo Cesaro, Maria Erika Alma, Francesco Sagliocco, Cesario Vincenzo Angelino, Marco Girone, Pasquale Fiorenzano e il sindaco Alfonso Golia), nove contrari (Gianluca Golia, Giuseppe Stabile, Alfonso Oliva, Luigi Dello Vicario, Paolo Santulli, Eugenia D’Angelo, Francesco Forleo, Maurizio Danzi, Francesco Di Palma) e due astenuti (Imma Dello Iacono e Carmine Palmiero), l’amministrazione guidata dal primo cittadino Golia ha superato lo scoglio dell’assestamento di bilancio, dopo il consiglio comunale del 30 novembre che l’aveva vista soccombere e la conseguente diffida del prefetto. Al voto non ha partecipato la consigliera Luisa Diana Motti, che ha abbandonato polemicamente l’aula poco prima del giudizio conclusivo dell’assise, dimettendosi anche da presidente della commissione bilancio. Così come previsto il sindaco rimane in sella con un nuovo scenario politico che, inevitabilmente, ne condizionerà il cammino amministrativo: il Partito democratico spaccato e la new entry in maggioranza del gruppo dei ‘moderati’, che fa capo al consigliere regionale Giovanni Zannini, eletto con la lista De Luca presidente.
L’assise è iniziata con il consigliere Di Palma che si è dichiarato indipendente, non condividendo i comunicati stampa di Forza Aversa, di cui è unico rappresentante nel civico consesso. Dopo l’approvazione del primo punto all’ordine del giorno e il rinvio del punto due, dall’opposizione Gianluca Golia ha chiesto che il primo intervento non fosse dell’assessore Francesca Sagliocco, ma del sindaco “per far saper al consiglio comunale e ai cittadini se, in questi giorni, ci sono novità dal punto di vista politico”. A dare man forte a Golia è intervenuto anche Alfonso Oliva, chiedendo “di dare per letta la dichiarazione dell’assessore Sagliocco su un bilancio già discusso e bocciato il 30 novembre”. Dopo l’intervento dell’assessore Sagliocco, il sindaco ha ribadito che “il bilancio era ed è legittimo. Siamo qui – ha proseguito – per un dissenso nella mia maggioranza, dissenso che ha logorato l’azione amministrativa e prodotto ritardi che pagano i cittadini. Mi è oscuro il senso politico di tutto questo ostruzionismo. Non ho più interesse e forza di inseguire le ragioni che si riducono a mere questioni personali o al massimo a questioni correntizie di partito, non voglio dedicare altro tempo a simili questioni. Io credo nel mio mandato, nel programma di governo, ma so di non avere più i numeri per governare. Il programma può continuare e trovare attuazione solo con una maggioranza stabile e concreta, abbandonando personalismi e narcisismi che nulla hanno a che vedere con la politica al servizio della città. L’aula ha la possibilità di non interrompere una speranza di cambiamento, che si basa su principi legalità e trasparenza, partecipazione ed equità, ispirata a valori della solidarietà e dell’inclusione. Auspico, quindi, che un campo democratico e progressista possa farsi vero protagonista di questo momento storico, arricchendolo di nuove idee e stimoli solo con un obiettivo: quello di continuare a servire la città”.


