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Bilancio bocciato ad Aversa, cade l’amministrazione al termine di un consiglio comunale surreale

Con quattordici voti contro, nove a favore e un astenuto si è conclusa l'esperienza amministrativa della giunta guidata dal sindaco Alfonso Golia

Pier Paolo De Brasi di Pier Paolo De Brasi
30 Novembre 2020
in Politica
consuntivo

Non passa l’assestamento di bilancio e si scioglie anticipatamente il consiglio comunale di Aversa. Con quattordici voti contro (Francesco Di Palma, Alfonso Oliva, Gianluca Golia, Luigi Dello Vicario, Giovanni Innocenti, Olga Diana, Francesco Sagliocco, Roberto Romano, Giuseppe Stabile, Eugenia D’Angelo, Paolo Santulli, Maurizio Danzi, Imma Dello Iacono, Luisa Diana Motti), nove a favore (Cesario Angelino, Mariano Scuotri, Antonio Andreozzi, Domenico Menale, Pasquale Fiorenzano, Marco Girone, Paolo Cesaro, Erika Alma, sindaco Alfonso Golia) e un astenuto (il presidente del consiglio Carmine Palmiero) si è conclusa l’esperienza amministrativa. Sono volati gli stracci nell’ultima seduta del civico consesso durata più di quattordici ore, con alcuni esponenti della maggioranza e il primo cittadino che si sono lanciati strali e accuse molto dure. “Sono stato tradito da alcuni rappresentanti del mio partito – dice il primo cittadino – che hanno deciso di staccare la spina all’amministrazione, dopo avere, in maniera vergognosa, chiesto la testa di assessori e dirigenti. Un modo di fare politica che non mi appartiene. Ma torneremo a governare questa città, in maniera trasparente, così come abbiamo fatto in questi mesi“.

Un consiglio comunale surreale quello che si è concluso nella nottata, segnato da sospensioni e continui rinvii. La seconda convocazione di un civico consesso fondamentale per la tenuta della maggioranza, con all’ordine del giorno l’assestamento di bilancio, è iniziata in mattinata alle 10. Giusto il tempo per il presidente Carmine Palmiero di procedere con l’appello e la seduta ha subito il primo rinvio di mezz’ora, per mancanza di numero legale, stesso motivo che aveva reso nullo il primo round di sabato scorso. Alle 10.30 il numero legale è stato ampiamente superato, ma il collegamento da ‘remoto’ dei consiglieri comunali con Palmiero e col sindaco Alfonso Golia, gli unici presenti in aula, ha iniziato a funzionare male: in molti non riuscivano a seguire la disccussione e, quindi, è scattato il secondo posticipo alle 12.30 per cercare di risolvere il problema. Ripreso il consiglio comunale all’orario previsto, con parte dei consiglieri presenti in aula e altri collegati in video da casa, è stato chiesto e approvato all’unanimità un terzo rinvio di venti minuti. Nel terzo tempo di un consiglio comunale per certi versi onirico, con voci che andavano e venivano manco arrivassero dalla luna, si è faticato ad approvare un’onorificenza da consegnare a Pasquale D’Aniello, coach di pallavolo che ha guidato alla vittoria agli europei la Nazionale femminile under 16, per poi perdersi nei meandri della Ztl.

Le difficoltà di collegamento audio sono continuate, tanto da costringere il presidente Palmiero a chiedere un’altra sospensione di un’ora per “dare l’opportunità al tecnico di risolvere tutte le problematiche”. Alle 15.15 la quarta parte del civico consesso si è aperta sempre con l’intervento di Palmiero, il quale prima ha chiesto scusa per i disguidi ai consiglieri e ai cittadini che assistevano alla seduta in streaming, annunciando poi l’ennesima sospensione, così da “consentire al tecnico di acquistare e montare un microfono” in aula. “Sembra che il problema sia qualcosa di tecnico – aveva osservato il consigliere d’opposizione Gianluca Golia – ma non è possibile che consiglieri così precisi durante le precedenti dirette online oggi non sentano. C’è il presagio di qualcosa che porti a un accordo che salvi la maggioranza, ma io sono garantista e fin quando non vedo i numeri in consiglio comunale, fin quando non ci saranno dati certi, non credo a queste cose. Vedremo chi voterà contro, chi si asterrà e chi a favore”.

L’assise è ripresa, quindi, alle 18, con la spada di Damocle per l’amministrazione comunale dell’assestamento di bilancio, che doveva essere approvato entro la giornata, e l’appello del sindaco Alfonso Golia che ha chiesto un voto di responsabilità ai singoli consiglieri comunali per far passare lo strumento economico-finanziario. La successiva anticipazione del capogruppo del Pd (il partito del primo cittadino) Paolo Santulli, il quale ha affermato che i rappresentanti dei democrat avrebbero votato ognuno secondo propria coscienza, ha aperto il caso politico nel civico consesso. Ne ha approfittato l’esponente di opposizione Giuseppe Stabile che, nel chiedere una nuova sospensione, ha evidenziato come il sindaco non avesse più una maggioranza. Risoluto anche Alfonso Oliva, il quale ha ritenuto tardivo l’Sos lanciato dal primo cittadino. “Non si possono mettere le mani avanti – ha dichiarato – nel momento di difficoltà, chiamando alla partecipazione anche l’opposizioni quando sul bilancio non siamo mai stati coinvolti“. Eugenia D’Angelo ha usato toni duri nei confronti del sindaco Golia, accusato di non aver fatto nulla per ricomporre la maggioranza e di aver proseguito come un treno senza mai accettare un confronto con la maggioranza che gli ha permesso di vincere le elezioni.

Ciaramella

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