“Abbiamo sedici bambini ricoverati con la sindrome infiammatoria multisistemica. Purtroppo sono numeri importanti, perché questa infiammazione viene considerata una complicanza rara del Covid-19”. Due giorni dopo la storia a lieto fine della bambina di cinque anni salvata dalla Mis-C (acronimo derivato dal nome inglese della malattia), il direttore dell’Unità operativa di pronto soccorso del Santobono Vincenzo Tipo lancia l’allarme per l’elevato numero di piccoli pazienti affetti da una patologia subdola, come il virus che la provoca, per la cura della quale è stata applicata una nuova terapia, con un farmaco usato nella formula tecnicamente chiamata off label.
Dottor Tipo, cos’è la sindrome infiammatoria multisistemica?
“È una patologia completamente nuova, che fino a qualche mese fa non esisteva. Essendo stata scoperta con il Covid-19 la stiamo studiando adesso, non solo a Napoli, ma in tutto il resto del mondo. È, dunque, una complicanza del Covid, evidente soprattutto in età pediatrica, ma da qualche mese è stata riscontrata anche in alcuni adulti. I bambini che contraggono il Covid spesso sono asintomatici o paucisintomatici, cioè con sintomi molto lievi, e quando si negativizzano riprendono una vita normale. Improvvisamente, però, può comparire una sintomatologia molto più importante della prima, spesso caratterizzata da febbre alta, dolori addominali o in tutte le parti del corpo. In questi casi, bisogna necessariamente rivolgersi al medico curante o all’ospedale. Molto spesso la diagnosi, erroneamente, è quella dell’appendicite, come nel caso specifico della bambina di cinque anni. La patologia è legata, quindi, a un malfunzionamento del sistema immunitario che, invece di limitare la sua azione, attiva a cascata le citochine, mediatori dell’infiammazione, che non vengono ‘spente’ al momento opportuno. Questo può provocare danni seri, con compromissioni multiorgano che interessano il rene, il cuore, il pancreas o il fegato”.


