In un clima surreale, il Congresso americano ha proclamato Joe Biden e Kamala Harris presidente e vicepresidente degli Stati Uniti. Dopo aver respinto alcune contestazioni avanzate dai rappresentanti del Partito repubblicano, il Parlamento, ancora scosso dagli avvenimenti accaduti durante la notte, con l’assalto dei manifestanti pro Donald Trump a Capitol Hill, ha certificato i voti del collegio elettorale, vinto dal ticket dei democratici con 306 voti.

Intanto, a seguito dei tumulti, con quattro morti, tredici feriti e cinquantadue arresti, il sindaco di Washington ha esteso l’emergenza pubblica per altri quindici giorni, fino al 20 gennaio, il giorno dopo l’insediamento di Joe Biden, appuntamento per il quale si temono nuove forti tensioni. Trump, dopo ciò che è accaduto, rischia la rimozione anticipata, in base ai dettami del venticinquesimo emendamento, il quale prevede che il vicepresidente prenda i poteri nel caso il presidente muoia, si dimetta o sia rimosso dal suo incarico. D’accordo sulla rimozione sono anche alcuni leader repubblicani.

