Usa, supporter di Trump attaccano il parlamento. Il presidente uscente: “Andate a casa in pace”. 4 morti e 13 feriti
I manifestanti hanno forzato il cordone di polizia e fatto irruzione nel palazzo del Campidoglio, dove era in corso la seduta per certificare la vittoria di Joe Biden. La presidente della camera Nancy Pelosi: "Il parlamento proseguirà i lavori nella notte". 52 gli arresti
È un vero e proprio attacco alla democrazia statunitense quello che sta andando in scena in queste ore a Washington. Una moltitudine di sostenitori del presidente uscente Donald Trump ha infatti preso d’assalto il Campidoglio, sede del parlamento, dove in quel momento (sulla East Coast erano le prime ore del pomeriggio) era in corso una seduta per certificare la vittoria di Joe Biden alle ultime elezioni presidenziali. Un atto dal sapore fortemente simbolico che i manifestanti hanno di fatto tentato di impedire con la violenza, forzando il cordone di polizia attorno al parlamento e facendo irruzione all’interno del palazzo. Quelle trasmesse dai media americani sono scene che hanno l’inquietante sapore di un colpo di stato: a decine hanno rotto i vetri alle finestre, riversandosi nei corridoi e nelle sale di uno dei luoghi più sacri della democrazia americana, scontrandosi con la polizia, in alcuni casi brandendo armi.
La seduta parlamentare che doveva prendere atto dell’avvicendamento alla Casa Bianca, presieduta dal vicepresidente repubblicano Mike Pence, è stata momentaneamente sospesa: a tutti i componenti dell’assemblea, evacuati dall’aula, è stata fornita una maschera anti-gas. La presidente della camera Nancy Pelosi ha annunciato che la seduta riprenderà nella notte, non appena l’aula sarà agibile, per prendere formalmente atto della vittoria di Biden. Uccisa una donna dalla polizia, si chiamava Ashli Babbit. Veterana dell’aeronautica titolare di un’attività a San Diego. Quattro morti, 13 feriti e 52 arresti. Il bilancio provvisorio degli scontri nella manifestazione di protesta dei fan diDonald Trump a Washington è questo secondo la polizia. Si prevede che i numeri aumentino. Lo afferma, secondo quanto riportano i media americani, il capo della polizia di Washington. Il corteo di sostenitori del presidente repubblicano si è diretto verso il palazzo del parlamento dopo essersi riunito nei pressi della Casa Bianca nel pomeriggio. Qui era stato lo stesso Trump a tenere un comizio, parlando per l’ennesima volta di risultati elettorali illegittimi e invogliando i presenti a far sentire la propria voce in parlamento. Un discorso che, evidentemente, i presenti hanno preso in parola.
Dopo un assordante silenzio, Trump ha tentato invano di placare i suoi sostenitori, invitando tutti a non cedere alla violenza con diversi messaggi pubblicati su Twitter. “Chiedo a tutti al Campidoglio di rimanere pacifici – ha affermato in uno di questi -. Niente violenza! Ricordate, noi siamo il partito della legge e dell’ordine, rispettate la legge e i nostri poliziotti. Grazie”. Alla nota sui social è poi seguito un breve videomessaggio, in cui il presidente uscente ha chiesto ai suoi sostenitori di andare a casa. Nonostante la tensione palpabile nell’aria, Trump non ha esitato a ribadire nuovamente che il risultato delle recenti elezioni sia stato alterato con l’imbroglio. Una posizione, quella della frode elettorale, che è stata rincarata dal presidente uscente dopo poco con un altro tweet, che sembrava legittimare ancor di più le azioni violente dei suoi sostenitori: “Queste sono cose ed eventi che accadono quando una vittoria sacrosanta e schiacciante è strappata così brutalmente e crudelmente a grandi patrioti che sono stati trattati male e ingiustamente per tanto tempo. Andate a casa in pace e con amore. Ricordate questo giorno per sempre“, ha scritto.
Uno dei post di Trump rimossi da Twitter per violazione delle regole della piattaforma
Tre degli ultimi post di Trump, contenenti notizie false sull’esito della tornata elettorale, sono stati poi rimossi da Twitter per violazione delle regole della piattaforma. Il popolare social network ha poi bloccato per 12 ore l’account del presidente uscente, minacciando un ban permanente in caso di ulteriori violazioni delle sue policy. Joe Biden ha invece parlato, senza mezzi termini, di un attacco senza precedenti, un assalto ai rappresentanti del popolo. Il presidente eletto ha sottolineato che le immagini che giungono in queste ore non riflettono l’America: “Non rappresentano chi siamo”, ha ribadito. Anche l’ex vicepresidente ha più tardi pubblicato un videomessaggio, dicendosi profondamente turbato dai fatti di Washington: “Sono sinceramente scioccato e rattristato che la nostra nazione, per molto tempo un faro di luce e speranza per la democrazia, sia arrivata a un momento così oscuro“. Un crescente numero di leader repubblicani, però, come riporta la Cnn, inizia a ritenere che Donald Trump dovrebbe essere rimosso prima del 20 gennaio.
Through war and strife, America has endured much. And we will endure here and prevail now. pic.twitter.com/OvNOV0ogWG
A seguito degli avvenimenti di Capitol Hill, il sindaco di Washington Muriel Bowser ha annunciato un coprifuoco cittadino, dalle 18 alle 6, nella speranza di disperdere i manifestanti. I disordini al Campidoglio arrivano proprio nelle ore in cui il Partito Democratico porta a casa una vittoria storica conquistando due seggi al senato in Georgia e, di fatto, raggiungendo la maggioranza nella camera alta statunitense. Dopo la vittoria di Raphael Warnock su Kelly Loeffer, la Cnn ha poco fa annunciato anche la vittoria del trentatreenne Jon Ossoff sullo sfidante repubblicano David Perdue. Proprio la Georgia, stato strappato da Biden a Trump nel corso delle presidenziali, può fornire un esempio concreto ed efficace di quanto sia attualmente delicata la situazione politica negli Usa: un sondaggio diffuso stamattina dalla Cnn aveva infatti mostrato come il 41% degli elettori dello Stato del Sud pensino che le ultime elezioni siano state viziate da brogli, nonostante le smentite delle autorità competenti e la totale assenza di prove in merito. I giocatori di Boston, Miami, Golden State e Clippers si sono inginocchiati durante l’inno nazionale, prima delle loro partite Nba, in reazione all’assalto del Congresso da parte dei manifestanti pro Trump e alla decisione della procura di Kenosha di non incriminare gli agenti che hanno ucciso l’afroamericano Jacob Blake.
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