Quando si inizia una dieta, la scelta degli alimenti da introdurre nel proprio piano alimentare è essenziale. L’attenzione viene posta, soprattutto nelle prime settimane o dopo periodi di alimentazione sregolata, su cibi dal potere “depurativo” e “diuretico”: il famoso ciclo “detox”. Tra questi è possibile citare il carciofo. Si tratta di una pianta dalle proprietà antiossidanti, diuretiche, epatoprotettive e antilipidemiche. Esse dipendono dalla composizione: cinarina, cinaropicrina, flavonoidi, tannini, steroli, sali minerali. L’effetto benefico dell’estratto di carciofo, in particolare l’estratto alcolico del prodotto, verso patologie epatiche o danni epatici è provato da numerosi studi, attraverso i quali si è notato come la somministrazione costante abbia favorito un minor accumulo di grasso, con riduzione della trigliceridemia e colesterolemia. Anche le proprietà antinfiammatorie e antiossidanti sono comprovate (per approfondire ecco il link dello studio svolto in merito: https://www.hindawi.com/journals/bmri/2019/4851279/).

Le proprietà diuretiche sono frutto dell’azione sinergica di tutte le componenti del carciofo e non sono dunque da ascrivere a una sola di esse. La scelta ricade su questo alimento nelle diete anche poiché favorisce la digestione. Grazie alla cinarina e alla cinaropicrina viene stimolata la secrezione di acido da parte dello stomaco e quindi favoriti i processi digestivi. In termini più scientifici possiamo definirlo in tal senso eupeptico ma anche stomachico (stimola l’appetito). L’azione terapeutica dipende quindi dall’estratto fitoterapico piuttosto che dal carciofo “nudo e crudo”. Il web è comunque ricco di “diete del carciofo”, in cui lo troviamo proposto in tutte le salse.

