Supercoppa, un Napoli troppo timido perde 2-0 con una Juventus appena passabile
Brutta partita a Reggio Emilia nella finale tra bianconeri e azzurri, con Pirlo che batte l'amico Gattuso grazie ai gol di Cristiano Ronaldo e di Morata in pieno recupero. Tra i partenopei, che avrebbero potuto osare di più, Insigne sbaglia il rigore del possibile pareggio e scoppia in lacrime al termine del match
Il Napoli spreca un’occasione irripetibile per portare a casa un nuovo trofeo e perde 2-0 la finale della Supercoppa italiana contro una Juventus appena appena passabile e lontana parente della schiacciasassi che ha vinto gli ultimi nove scudetti consecutivi. Sul terreno ai limiti dell’impraticabilità del Mapei Stadium di Reggio Emilia – a proposito: demenziale la scelta della Lega Calcio di far disputare proprio qui un match tra due squadre molto tecniche e che giocano quasi sempre palla a terra – gli uomini di Gattuso trattano la squadra allenata dal neo-tecnico Pirlo con fin troppo rispetto, non sempre motivato, e disputano una gara timida, al termine della quale escono meritatamente sconfitti. La finale si decide nella ripresa, dopo un primo tempo equilibrato, grazie a un gol di Cristiano Ronaldo poco dopo l’ora di gioco e al raddoppio di Morata in pieno recupero. Tra le due reti, c’è l’errore dal dischetto di capitan Lorenzo Insigne, che avrebbe potuto dare il pareggio al Napoli e, invece, tira fuori prima di essere sostituito e terminare il match in lacrime in panchina.
La grande parata di Szczesny sul colpo di testa in tuffo di Lozano
Nei primi quarantacinque minuti, come detto, la partita è equilibrata, molto tattica e bloccata nonché giocata su ritmi blandi. Le due squadre si temono e si rispettano, ma appaiono evidenti le anomale difficoltà in palleggio di parecchi calciatori, quasi certamente dovute al disastroso terreno di gioco del Mapei Stadium. La Juventus in avvio cerca di fare possesso palla e attivare, senza troppo successo, CR7 in avanti, ma ne vien fuori soltanto un tiretto deviato in calcio d’angolo dai difensori. Il Napoli, da parte sua, si tiene basso ed è pronto a ripartire in veloci contropiede, sfuttando soprattutto le corsie laterali con Insigne a sinistra e, soprattutto, l’ottimo Lozano sulla destra. Al 22′, il portiere bianconero Szczesny, disturbato da Danilo, si fa sfuggire un pallone in uscita, ma Chiellini spazza via provvidenzialmente. Sei minuti più tardi, però, l’estremo difensore polacco si erge ad assoluto protagonista, salvando la sua squadra con una grande parata sul colpo di testa in tuffo, forte e improvviso, di Hirving Lozano, molto bravo ad anticipare da pochi metri Danilo su un cross di Demme. Al 40’, l’ultimo squillo della prima metà è ancora di Cristiano Ronaldo, che tira a giro alto senza impensierire più di tanto Ospina.
Un contrasto a centrocampo sotto gli occhi dell’arbitro Valeri
Il secondo tempo inizia con Bernardeschi inserito al posto di Chiesa. Ed è proprio il neo-entrato, dopo appena quaranta secondi, a sfiorare il gol su un’incertezza della difesa azzurra, che fa sfilare un cross basso di McKennie, con l’ex fiorentino che sotto porta non riesce a spingere oltre la linea il pallone facendoselo bloccare da un reattivo Ospina. Al 55’, poi, Ronaldo lanciato in velocità sfrutta un’incertezza di Manolas (disastroso e nettamente peggiore in campo) e si scontra con Ospina in uscita, calciando però a lato a porta sguarnita. L’impatto è violento e il portiere colombiano resta a terra dolorante per alcuni minuti prima di riprendersi e proseguire. La finale viene sbloccata al 64’, proprio da CR7, che è più lesto di tutti a cogliere i frutti di un rimpallo su calcio d’angolo in area azzurra (altra grave incertezza di Manolas, che peraltro poco prima aveva sfiorato un clamoroso autogol) e da pochi passi batte a rete totalmente indisturbato tra le belle statuine della difesa partenopea.
Nella seconda metà di gioco, il Napoli non riesce quasi mai a superare la propria metà campo, soffrendo oltremisura il pressing alto della Juventus, più tonica rispetto al primo tempo pur senza fare nulla di clamoroso e rendendosi poche volte pericolosa (quasi mai, per la verità). L’impressione è che, con un atteggiamentto tattico più propositivo e coraggioso, gli azzurri avrebbero potuto mettere in serie difficoltà i bianconeri, che se attaccati vanno in costante difficoltà. L’occasione per il pareggio arriva comunque, grazie a un brutto calcione da dietro col quale McKennie abbatte in piena area il neo-entrato Mertens. L’arbitro Valeri (buona la sua direzione di gara) ha bisogno del richiamo del Var e dell’on field review per assegnare un sacrosanto calcio di rigore che, però, Insigne tira a lato (terzo errore su tre dal dischetto per lui contro la Juventus), chiudendo di fatto il match. In pieno recupero, in ogni caso, Szczesny compie la seconda grande parata della sua partita (migliore in campo, ieri sera, il polacco), parando un tiro da pochi metri deviato da un suo compagno. Pochi secondi dopo, al 95’, al termine di un contropiede perfetto, guidato in velocità dall’ottimo rientrante Cuadrado, è Morata – entrato in campo da pochi minuti – a segnare il 2-0 che chiude definitivamente la finale e assegna la Supercoppa italiana, con merito, alla Juventus.
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