Alla fine del 2019 a Wuhan, nella provincia di Hubei, in Cina, nasceva il primo focolaio di Coronavirus, epidemia che colpisce le vie respiratorie. Con il passare delle settimane il virus si è diffuso anche al di fuori dello stato asiatico, colpendo dapprima i luoghi geograficamente più vicini, e in seguito, vista anche l’alta percentuale di stranieri che vanno e vengono dalla Cina, anche in altre parti del mondo, compresa l’Europa. Da qualche giorno sono stati trovati focolai di Coronavirus anche in Italia, soprattutto nella zona del Lodigiano. La presenza del virus lungo lo Stivale ha inevitabilmente gettato molte persone nello sconforto, causando panico e isteria, spesso esagerati o immotivati, e non è passato molto tempo prima che questa situazione di caos raggiungesse anche il sud Italia, in particolar modo il Comune di Serino, nella provincia di Avellino.
Il panico e l’ignoranza sono due nemici giurati dell’informazione, già di suo messa sotto torchio dall’epidemia virale scoppiata in Cina. Nei telegiornali nazionali e regionali si tende a richiamare calma e a non fare allarmismo, per poi cadere nella contraddizione di coprire le diverse edizioni unicamente con i numeri riguardo i contagi e la mortalità del Coronavirus. Alcune città sono deserte, è iniziata la caccia sfrenata ai viveri, il panico si diffonde sempre di più. Dopo il caos vissuto in alcune zone del nord Italia, in qualche modo giustificato, si è assistito al comportamento sconsiderato di due uomini provenienti da Avellino. I due, un 40enne e un 60enne di Serino, hanno diffuso su un gruppo Facebook notizie false riguardo la presenza del virus nella città di Serino, nell’Avellinese, appunto.

