È stato completato il lungo e complesso progetto di digitalizzazione dei testi manoscritti dell’archivio storico della Real Casa Santa dell’Annunziata di Aversa. I testi antichi, oggi custoditi nella biblioteca comunale “Gaetano Parente” e raccolti in ventiquattro ponderosi volumi durante tutto l’arco del diciottesimo secolo da Marino Pirozzi, rappresentano una testimonianza storica unica nel suo genere, sia per l’istituzione religiosa sia per l’intera città di Aversa. L’ordinamento dei volumi effettuato nel Settecento è suddiviso in quattro serie: la prima, intitolata “Serie dei sensi” va dal 1599 al 1630; la seconda, la “Serie dei libri maggiori”, va dal 1622 al 1726; la terza, dal titolo “Serie degli atti diversi”, va dal 1626 al 1792; la quarta e ultima, la “Serie delle platee”, va infine dal 1743 al 1782.
Queste preziose testimonianze storiche forniscono importanti informazioni riguardanti la Real Casa Santa dell’Annunziata, tra cui l’elenco dei privilegi ecclesiastici, delle concessioni, dei censi, dei territori e dei beni immobili posseduti dall’istituto, la descrizione dei lavori e dei dettagli di spesa eseguiti a servizio della chiesa e dell’ospedale e, inoltre, la trascrizione delle copie integrali dei documenti relativi alle donazioni, alle eredità, ai capitali, ai crediti e ai debiti accumulati dall’ente. L’imponente mole di volumi fa parte dell’archivio storico del Comune fin dal 1980 allorché, per effetto del Decreto del Presidente della Repubblica numero 616 del 1977 e della legge regionale numero 65 del 1980, all’atto di scioglimento dell’ente religioso, le funzioni degli istituti di beneficenza e di assistenza furono trasferiti ai Comuni.
L’intervento di digitalizzazione di un così vasto archivio fa parte del progetto BiblioArcca(Architettura della conoscenza campana per archivi e biblioteche), promosso dalla Scabec, società in house della Regione Campania, ed è integrato nell’Ecosistema digitale per la cultura della Campania, piattaforma multimediale che conterrà gran parte del patrimonio culturale regionale più significativo. L’intero progetto è coordinato dalla Direzione generale per le politiche culturali e il turismo della Regione Campania ed è finanziato con i fondi del Programma europeo di sviluppo regionale (Por Fesr 2014-2020). La realizzazione del piano progettuale di lavoro è stata affidata ad Almaviva, società italiana leader nell’innovazione digitale, che ha utilizzato strumenti tecnologici d’avanguardia in grado di assicurare la perfetta riproduzione e la fruibilità dell’archivio il quale, nel giro di qualche mese, sarà interamente disponibile e consultabile sulla piattaforma online messa a disposizione dalla Regione.
A conclusione della lunga operazione, il sindaco di Aversa Alfonso Golia e l’assessora alla Cultura Luigia Melillo hanno incontrato Maurizio Villani, consigliere delegato del Consorzio Csa, società partner del progetto, e il tecnico Daniele Meloro per ringraziarli dell’egregio lavoro svolto. Non sono mancati i ringraziamenti anche nei confronti di Luigi D’Alesio, responsabile dell’ufficio cultura e biblioteca, che ha curato l’iter amministrativo del progetto presso la Regione. “Il recupero della memoria storica cittadina – ha dichiarato il primo cittadino normanno – è uno degli obiettivi principali della nostra amministrazione che si appresta con il massimo impegno a organizzare le celebrazioni per il millesimo anniversario dalla fondazione Aversa, che avremo l’onere e l’onore di avviare il prossimo anno.Si tratta di un evento che si protrarrà dal 2022, inizio ufficiale delle celebrazioni, fino al 2030.La valorizzazione della cultura – conclude la fascia tricolore – è una delle missioni fondamentali del nostro programma politico e deve costituire anche il volano per il rilancio turistico ed economico della città”.
Dello stesso parere del sindaco è anche Luigia Melillo. “La libera fruizione digitale dell’archivio storico della Real Casa Santa dell’Annunziata – ribadisce l’assessora – costituisce un importante contributo per la ricostruzione della memoria storica della nostra città oltre a rappresentare una formidabile opportunità di disseminazione della conoscenza dell’immenso patrimonio culturale aversano. Così facendo studiosi, ricercatori, studenti e amanti della storia e della cultura in generale – conclude – potranno accedere direttamente da ogni parte del mondo a questi nostri preziosissimi documenti e allo stesso tempo potranno conoscere le eccellenze storiche e artistiche della nostra meravigliosa e millenaria città”.
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